I chip sub 1 nm non sono più fantascienza. Anzi, stanno diventando qualcosa di molto concreto, con una tabella di marcia che inizia a prendere forma e una data che gira sempre più insistentemente: il 2030. TSMC, la più grande fonderia di semiconduttori al mondo, sta già lavorando alla prossima fase di miniaturizzazione oltre la classe 1,4 nm, e questo apre scenari piuttosto interessanti per tutto il settore tecnologico.
La fonderia taiwanese ha da poco avviato il suo nodo a 2 nm, con un leggero ritardo rispetto a Samsung. Ma nel frattempo sembra aver raggiunto un buon livello di maturità con la classe 1,4 nm, per la quale l’obiettivo è avviare la prima produzione di massa intorno al 2028. I miglioramenti attesi sono importanti: si parla di guadagni fino al 30% in termini di prestazioni ed efficienza energetica rispetto al nodo a 2 nm. Prima di arrivarci, però, è previsto anche uno step intermedio, quello a 1,6 nm, che potrebbe debuttare già nel 2027.
Ed è qui che la faccenda si fa ancora più interessante. Il primo nodo di classe inferiore a 1 nm dovrebbe fare la sua comparsa nel 2029, anche se in una fase iniziale del tutto sperimentale. Si parla di una capacità intorno ai 5.000 wafer al mese, un volume piuttosto contenuto che suggerisce un approccio prudente, orientato più alla validazione del processo che alla produzione vera e propria. TSMC, per sostenere questo percorso, farà affidamento sui propri impianti avanzati nella regione di Tainan, inclusa la fabbrica A10 e le strutture collegate. I chip sub 1 nm a pieno regime, insomma, potrebbero arrivare nel 2030 o poco dopo.
Apple o NVIDIA: chi avrà la priorità sui chip sub 1 nm?
C’è poi una domanda che aleggia su tutta questa roadmap e che riguarda il cliente numero uno di TSMC. Storicamente quel ruolo è sempre stato di Apple, che grazie a volumi elevatissimi e margini eccellenti ha sempre ottenuto il diritto di precedenza sui nodi produttivi più avanzati. Ogni nuovo processo, dalla classe 5 nm in poi, ha visto i chip Apple tra i primi a essere prodotti.
Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. L’esplosione dell’intelligenza artificiale ha rimescolato le carte in modo significativo, e ora è NVIDIA a dettare il passo. Con i suoi acceleratori derivati dalle GPU gaming, l’azienda di Jensen Huang domina la stragrande maggioranza del mercato AI, e questo le conferisce un peso enorme nelle trattative con TSMC. Non è affatto scontato, quindi, che Apple mantenga la sua posizione privilegiata quando si tratterà di accedere ai chip sub 1 nm.