Trump Phone non è altro che un HTC U24 Pro vestito a festa, e adesso non ci sono più margini di dubbio. I tecnici di iFixit, lavorando insieme a NBC, hanno aperto una delle prime unità vendute e l’analisi parla chiaro: il T1 Phone di Trump Mobile è una versione rimarchiata dello smartphone HTC, con ritocchi davvero minimi al di là della finitura diversa. Per togliere ogni residuo di scetticismo, hanno persino scambiato le schede madri dei due dispositivi, ottenendo un telefono perfettamente funzionante. Più chiaro di così è difficile.
Cosa cambia davvero tra T1 Phone e HTC U24 Pro
Le differenze, a volerle cercare con la lente, ci sono ma pesano poco. Il flash della fotocamera posteriore è stato spostato leggermente, la griglia dell’altoparlante ha un disegno un filo diverso, e i chip di memoria arrivano da fornitori distinti: Micron per il T1 Phone, SK Hynix per l’HTC U24 Pro. La batteria è forse la voce più interessante, perché quella del T1 è un pizzico più capiente ed è prodotta nelle Filippine. La ricarica rapida, però, si ferma a 30 W, niente di entusiasmante.
Quella di iFixit, in fondo, è solo la conferma di quanto già si mormorava. Qualche mese fa, quando era stato mostrato il modello definitivo, i sospetti avevano cominciato a girare eccome. Bastava guardare: stesso design esterno, stesse specifiche tecniche, il jack audio da 3,5 mm al suo posto e lo slot microSD identico. Chi compra il Trump Phone, alla fine, si porta a casa una revisione hardware secondaria di un Android di fascia alta uscito poco meno di due anni fa.
Il prezzo e l’ombra del made in China
Sul fronte dei costi, qualche numero aiuta a capire l’operazione. Al lancio l’HTC U24 Pro costava in Italia 559 euro. Il T1 Phone viene venduto negli Stati Uniti a circa 460 euro, mentre lo stesso U24 Pro si trova ancora in America intorno ai 400 euro. La differenza? Mancano due dettagli che per il pubblico di riferimento contano parecchio: la scocca dorata e la bandiera a stelle e strisce. Tutto qui.
C’è poi il lato più curioso della vicenda. Lo smartphone è con ogni probabilità prodotto in Cina, nonostante Trump Mobile utilizzi formule un po’ vaghe per far intuire un coinvolgimento di manodopera americana. HTC, dal canto suo, aveva già dichiarato in passato di non progettare né costruire telefoni per conto terzi. L’ipotesi più solida è che entrambi i dispositivi escano dallo stesso ODM, ovvero quei produttori white label che disegnano e assemblano smartphone per altre aziende, restando dietro le quinte senza un marchio proprio.
In pratica, chi sceglie il Trump Phone paga un sovrapprezzo per la finitura e per il simbolo, non per la tecnologia. L’hardware è quello già visto, collaudato, e neppure più recentissimo. Il resto è marketing.