Una nuova truffa TARI via SMS sta circolando in queste ore e sta prendendo di mira diversi cittadini lombardi. Il meccanismo è sempre lo stesso, collaudato e subdolo: arriva un messaggio sul telefono che parla di presunte irregolarità sulla TARI, la tassa sui rifiuti, e invita a chiamare con urgenza un numero telefonico per “evitare aggravamenti” della propria posizione. Sembra tutto ufficiale, tutto credibile. Ma è una trappola.
Il Comune di Rovellasca, in provincia di Como, ha diffuso un avviso pubblico molto chiaro: si tratta di un vero e proprio tentativo di truffa, costruito con cura per spingere le persone a telefonare a un numero a tariffazione speciale oppure a fornire dati personali che poi verranno usati in modo illecito. E non è detto che lo stesso schema resti confinato alla Lombardia: truffe del genere tendono a diffondersi rapidamente anche in altre zone.
Il testo dell’SMS recita qualcosa del tipo: “La posizione TARI risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero 89349413 per evitare aggravamenti”. Quel numero, 89349413, appartiene a una categoria di numerazioni con costi elevatissimi per chi chiama. Bastano pochi minuti di conversazione per vedersi scalare una cifra significativa dal proprio credito telefonico. Il danno però può essere anche peggiore: durante la telefonata, i truffatori potrebbero cercare di ottenere informazioni sensibili, come dati bancari o numeri di carta, da sfruttare successivamente per altri scopi fraudolenti.
Come proteggersi dalla truffa TARI via SMS
Le regole per difendersi da questo tipo di phishing sono poche ma fondamentali, e vale la pena ripeterle ogni volta perché in certi momenti, magari presi dalla fretta o dall’ansia, anche chi è normalmente attento può abbassare la guardia.
Prima cosa: non chiamare mai il numero indicato nell’SMS. Nessun ente pubblico comunica irregolarità fiscali tramite messaggini con numeri a pagamento. Seconda cosa: non rispondere al messaggio in nessun modo, nemmeno per chiedere chiarimenti. Terza cosa: non fornire mai dati personali, bancari o relativi a carte di pagamento a interlocutori sconosciuti. Quarta cosa: eliminare subito l’SMS dal telefono, così da evitare il rischio di richiamarlo per sbaglio in un secondo momento.
C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: la condivisione dell’informazione. Parlare di questa truffa TARI con familiari, amici, vicini di casa e colleghi può fare davvero la differenza. In modo particolare con le persone più anziane o con chi ha meno dimestichezza con la tecnologia e i meccanismi dello smishing (il phishing via SMS). Sono proprio queste le persone più esposte, quelle che davanti a un messaggio allarmante tendono a reagire d’impulso senza fermarsi a riflettere.
Questo tipo di truffe punta tutto sull’urgenza e sulla paura: il linguaggio burocratico, la parola “aggravamenti”, il tono perentorio. Tutti elementi pensati per creare ansia e spingere a un’azione immediata. Riconoscere questi segnali è già di per sé una forma di protezione efficace contro la truffa TARI e tutte le varianti simili che periodicamente tornano a circolare.