Vai al contenuto
Offerte

Trattato di Versailles, la Germania ha finito di pagare nel 2010

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Il debito della Germania nato dal Trattato di Versailles resta uno dei casi più curiosi della storia economica europea, perché la sua ultima rata è stata versata il 3 ottobre 2010, cioè 91 anni dopo la firma. La Prima guerra mondiale era finita da poco quando, nel 1919, il trattato stabilì la responsabilità tedesca per i danni del conflitto e l’obbligo di pagare le riparazioni. La cifra definitiva arrivò due anni dopo, nel 1921, e fu fissata a 132 miliardi di marchi oro, una somma fuori scala per un Paese sconfitto e con l’economia a pezzi.

I vincitori, la Francia più di tutti, volevano due cose insieme: che Berlino risarcisse la devastazione e che restasse abbastanza limitata da non poter tornare una minaccia militare. All’inizio si era addirittura parlato di 269 miliardi di marchi oro, poi la cifra scese a quella definitiva. Nel frattempo l’articolo 231 del trattato diventava in Germania il simbolo dell’umiliazione della sconfitta. L’economista John Maynard Keynes fu tra i critici più celebri dell’accordo e avvertì che caricare un peso simile su un’economia già indebolita rischiava di destabilizzare non solo la Germania, ma l’Europa intera.

Le riparazioni, il risentimento e il crollo del 1929

Negli anni Venti Berlino provò in tutti i modi a rinviare e ridurre le riparazioni di guerra, mentre la Repubblica di Weimar attraversava una crisi economica e politica dietro l’altra. Gli alleati finirono per accettare due ristrutturazioni, il Piano Dawes del 1924 e il Piano Young del 1929, che alleggerirono gli obblighi e crearono nuovi meccanismi di finanziamento per tenere in piedi i pagamenti. Sul piano politico però il danno era fatto: la sensazione diffusa che i vincitori stessero spremendo il Paese alimentò un risentimento nazionalista che Hitler avrebbe poi sfruttato come arma propagandistica contro Weimar e contro l’ordine uscito da Versailles.

Poi arrivò il 1929 e tutto saltò. Il crollo di Wall Street e la Grande Depressione resero il sistema praticamente insostenibile, tanto che nel 1931 il presidente statunitense Herbert Hoover promosse una moratoria di un anno sui debiti internazionali. La Conferenza di Losanna del 1932 provò a liquidare quasi tutte le riparazioni rimaste e quando Hitler salì al potere nel 1933 il meccanismo era già smontato: la Germania aveva versato solo una frazione delle somme chieste all’inizio. Il regime nazista andò oltre e chiarì che non voleva rinegoziare nulla, voleva chiudere l’intero impianto costruito a Versailles.

Il secondo debito e l’ultimo pagamento nel 2010

Qui si trova la chiave per capire come un obbligo nato dalla Prima guerra mondiale sia potuto sopravvivere fino al ventunesimo secolo. Per far fronte alle riparazioni, negli anni Venti la Germania si era rivolta ai prestiti internazionali legati anche ai piani Dawes e Young. Quando le riparazioni smisero di funzionare, quelle obbligazioni e i relativi interessi non sparirono insieme a loro. Non è quindi corretto dire che Berlino abbia pagato i 132 miliardi di marchi oro per 91 anni: a sopravvivere per decenni furono gli impegni finanziari nati dal meccanismo costruito per affrontare quella fattura.

Nel 1953, dopo un’altra guerra mondiale e con il Paese diviso tra Repubblica Federale e Repubblica Democratica, l’Accordo di Londra sul debito tedesco riorganizzò le obbligazioni ancora aperte e rinviò una parte degli interessi a un’ipotetica riunificazione. In piena Guerra fredda sembrava una clausola destinata a dormire per sempre dentro un trattato, invece lo scenario improbabile si verificò: la Germania si riunificò il 3 ottobre 1990. La vecchia obbligazione tornò attiva e venne fissato un periodo di venti anni per saldare quegli interessi sospesi.

Il 3 ottobre 2010, esattamente due decenni dopo la riunificazione, arrivò l’ultimo versamento: circa 69,9 milioni di euro di interessi sui titoli legati alle riparazioni della Prima guerra mondiale. Tra Versailles e quel bonifico erano scomparsi la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, il Paese aveva combattuto e perso un altro conflitto mondiale, era stato spaccato in due Stati ed era tornato unito. Perché anche gli interessi, alla fine, si pagano.

Condividi:
31 Condivisioni