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Trails in the Sky 2nd Chapter, niente IA nella traduzione

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Niente intelligenza artificiale per la localizzazione di Trails in the Sky, e la posizione di GungHo Online Entertainment America è stata messa nero su bianco a meno di un mese dall’arrivo di Trails in the Sky 2nd Chapter. L’azienda che porta fuori dal Giappone i remake della serie firmata Nihon Falcom ha spiegato che le traduzioni restano affidate a persone in carne e ossa, dall’inizio alla fine del processo, e che al momento non c’è alcuna intenzione di cambiare rotta.

A parlarne sono stati il CEO Fumiaki Shiraishi e il producer Matthias Pergams, che hanno affrontato il tema senza troppi giri di parole. Il punto non è soltanto ideologico. Certo, esiste anche l’aspettativa del pubblico, che da un lavoro del genere si aspetta il contributo di traduttori umani. Ma la ragione più concreta ha a che fare con la natura stessa della saga.

Una saga troppo intricata per lasciarla a una macchina

Chi conosce la serie sa bene di cosa si parla. L’universo di Trails si è allargato capitolo dopo capitolo, accumulando personaggi, nomi propri, termini ricorrenti, riferimenti incrociati che tornano a distanza di anni e di giochi. Tenere insieme tutto questo non è un esercizio meccanico, è un lavoro di memoria e di sensibilità.

Secondo GungHo, quel livello di dettaglio richiede ancora il giudizio umano. L’obiettivo dichiarato è che ogni personaggio parli esattamente come dovrebbe parlare, che la terminologia resti coerente e che tutti quei piccoli dettagli sopravvivano intatti passando da un gioco all’altro. Da qui l’insistenza su quello che l’azienda chiama il tocco umano nella localizzazione, considerato un elemento non negoziabile per una serie costruita così.

La questione assume un rilievo particolare se si guarda indietro di un paio d’anni. Nel 2024 Toshihiro Kondo, CEO di Nihon Falcom, aveva lasciato aperta la porta all’impiego dell’intelligenza artificiale nelle fasi iniziali della traduzione, con l’idea di velocizzare la distribuzione internazionale dei titoli. Kondo stesso, però, aveva ammesso che anche con una traduzione automatizzata sarebbe rimasto indispensabile un passaggio di revisione e correzione fatto da persone.

Uscita mondiale in contemporanea, ma per altri motivi

Per i remake, quella strada non è stata imboccata. Trails in the Sky 1st Chapter è arrivato sui mercati internazionali senza alcun ricorso all’IA e 2nd Chapter seguirà la stessa linea. Il che rende ancora più interessante il fatto che il gioco esca ovunque nello stesso momento, cosa tutt’altro che scontata per una produzione giapponese di questo tipo.

La spiegazione fornita da GungHo è piuttosto semplice. Trattandosi di un remake, non c’era da scrivere uno scenario completamente nuovo. Questo ha permesso a Nihon Falcom di procedere in parallelo sulla versione giapponese e su quella internazionale, senza le attese che di solito separano le due pubblicazioni. I contatti tra i due studi per la parte di traduzione, del resto, erano già stati avviati quando il progetto del remake muoveva i primi passi. Nel frattempo è già disponibile la demo di Trails in the Sky 2nd Chapter, accompagnata dalla pubblicazione del filmato introduttivo. Il gioco è atteso il 17 settembre su PC, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PlayStation 5.

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