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Toyota ibride, il nuovo 1.5 promette il 15% di carburante in meno

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Le prossime ibride Toyota consumeranno il 15% di carburante in meno rispetto ai modelli attuali, ed è proprio questa la promessa più importante arrivata dal costruttore giapponese insieme ai nuovi dettagli sulla prossima generazione di vetture benzina ed elettriche. Il tema non è secondario. Negli Stati Uniti il caro benzina è uno degli argomenti più caldi mentre gli americani si preparano a votare per le elezioni di metà mandato di quest’anno, e anche se le auto elettriche continuano a occupare i titoli dei giornali, Toyota dimostra che l’ibrido è tutt’altro che finito.

Al centro di questo risultato c’è un motore 1.5 a quattro cilindri in linea, un’unità parsimoniosa progettata fin dall’inizio pensando all’elettrificazione. Per la prima volta arriva un’indicazione concreta sulla sua efficienza. Il propulsore funzionerà sia nelle classiche configurazioni ibride sia nelle versioni ricaricabili plug in, e Toyota ha confermato che una variante aspirata prenderà il posto sia dell’attuale 1.5 a tre cilindri sia del 1.8 a quattro cilindri.

Anche i motori elettrici diventeranno più leggeri e compatti, con un taglio del peso complessivo del gruppo propulsore che avrà comunque un effetto contenuto sui consumi. Secondo la casa giapponese il grosso del risparmio arriva da altro, cioè da attriti meccanici ridotti, una migliore gestione termica, minori perdite elettriche e una resistenza aerodinamica più bassa delle auto su cui questi sistemi verranno montati.

Nuovi motori in arrivo e affari con altri marchi

Il nuovo 1.5 e un più brioso 2.0 a quattro cilindri, entrambi svelati nel 2024, dovrebbero debuttare sul mercato nel 2027. A goderne non saranno soltanto i clienti Toyota. L’azienda prevede infatti di incassare circa 1,5 miliardi di euro all’anno vendendo i suoi sistemi ibridi di nuova generazione ad altri costruttori. I nomi dei possibili acquirenti non sono stati confermati, ma tra questi potrebbero esserci Subaru e Mazda, che nel 2024 hanno dato vita a un’alleanza proprio sul fronte delle motorizzazioni.

Il dato sull’efficienza del nuovo 1.5 è emerso mentre Toyota illustrava la sua strategia “multi pathway” per le auto del futuro, basata su una piattaforma comune. Invece di sviluppare elettriche e ibride su architetture separate, come fa BMW, il gruppo giapponese punta a costruirle tutte sulla stessa base, una scelta già adottata da Mercedes e Stellantis.

Una sola base per ibride ed elettriche

Condividere la piattaforma, spiega Toyota, permette economie di scala più ampie sia sul piano finanziario sia su quello ingegneristico, e consente agli stabilimenti di modificare con facilità il mix di motorizzazioni in base alle richieste dei clienti. Il limite storico di questo approccio è che i progettisti finiscono spesso per penalizzare una versione pur di far rendere al meglio l’altra. Toyota però assicura che né le ibride né le elettriche a batteria della prossima generazione subiranno compromessi.

Le versioni benzina ed elettriche avranno esattamente lo stesso spazio interno e perfino la stessa silhouette delle sorelle a batteria. Motori e moduli ibridi più bassi permetteranno inoltre cofani meno alti e proporzioni definite dall’azienda “più dinamiche”, lasciando ai designer una maggiore libertà. Un’immagine diffusa dal marchio mostra tre berline fastback identiche in controluce, con la batteria della versione elettrica che occupa l’intero pianale da davanti a dietro, quella della plug in limitata al pianale posteriore e quella dell’ibrida ridotta a una piccola area sotto il divano posteriore.

Toyota è stata lenta ad abbracciare l’elettrificazione totale, nonostante abbia aperto la strada alla tecnologia ibrida quasi 30 anni fa, e continua a ritenere che questo tipo di auto abbia ancora un ruolo importante. Mentre le vetture elettriche crescono rapidamente in Europa e arretrano negli Stati Uniti, la casa giapponese fa sapere che le nuove ibride sono state sviluppate anche per funzionare con carburanti rinnovabili e a emissioni nette zero, così da prolungare la vita dei motori a combustione.

Fonte: TecnoAndroid

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