In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Quando si parla di mummificazione, l’immaginario collettivo porta quasi sempre nella stessa direzione, cioè verso gli antichi Egiziani e le loro tombe. È un’associazione talmente radicata da sembrare naturale, quasi scontata. Eppure la realtà è parecchio più ampia di così, perché la pratica di conservare i corpi dopo la morte ha attraversato luoghi ed epoche molto diversi tra loro e, a sorpresa, non è affatto scomparsa. Anzi, è viva e vegeta anche nell’epoca moderna.
A ricostruire questo percorso è stato il dottor Russell Moul, che ha seguito le tracce di questa usanza ben oltre i confini dell’Egitto. Ne viene fuori un quadro che smonta parecchie certezze e restituisce una vicenda sorprendentemente varia, fatta di contesti che a prima vista non avrebbero nulla in comune.
Mummificazione oltre l’Egitto: dalle montagne austriache ai templi giapponesi
Il viaggio raccontato da Moul tocca angoli del mondo lontanissimi. Da una parte ci sono le montagne austriache, dall’altra i templi giapponesi. Due scenari che difficilmente qualcuno metterebbe sulla stessa mappa pensando alle mummie, e che invece rientrano a pieno titolo nello stesso racconto.
Proprio questa distanza, geografica e culturale, è uno degli aspetti più interessanti. Un ambiente alpino e un luogo di culto in Giappone parlano lingue completamente diverse, hanno tradizioni e paesaggi che non si somigliano in nulla. Eppure in entrambi i casi la mummificazione trova il suo spazio. Segno che il fenomeno non appartiene a un solo popolo né a una sola civiltà, ma ha messo radici in posti molto differenti.
Ed è qui che la percezione comune mostra i suoi limiti. Fermarsi all’Egitto significa guardare soltanto un frammento di un mosaico molto più grande. La storia della mummificazione è decisamente più estesa e articolata di quanto i libri di scuola lascino intendere, con esempi che spuntano dove meno ci si aspetterebbe.
Una pratica che non appartiene solo al passato
L’altro elemento che colpisce riguarda il tempo. Di solito le mummie vengono collocate in un passato remoto, chiuse in una teca museale e legate a civiltà ormai tramontate. La ricostruzione di Moul ribalta anche questa idea. La mummificazione non è soltanto un’eredità del mondo antico ma una pratica che continua a esistere ancora oggi.
Il punto di partenza è quindi una domanda semplice, quasi provocatoria, cioè se davvero la conservazione dei corpi sia una faccenda esclusiva dei faraoni. La risposta che emerge è netta e va nella direzione opposta. Dalle vette dell’Austria fino ai santuari del Giappone, il filo che lega queste esperienze si allunga attraverso i secoli e arriva dritto all’epoca moderna.
Le mummie, insomma, non sono un capitolo chiuso né un’immagine da cartolina legata a un’unica terra. Secondo quanto ricostruito da Russell Moul, la mummificazione vanta una storia sorprendentemente vasta e diversificata, che dalle montagne austriache ai templi giapponesi è arrivata fino ai giorni nostri ed è tuttora presente nel mondo contemporaneo.
Fonte: TecnoAndroid


