C’è una pellicola quasi sconosciuta senza la quale Toy Story probabilmente non sarebbe mai nato, e parla di elettrodomestici che prendono vita invece che di giocattoli. Quando nel 1995 Pixar portava al cinema quella che molti considerano una delle opere d’animazione più importanti di sempre, pochi sapevano che dietro c’era un percorso lungo, fatto di idee bocciate e di un licenziamento. Toy Story fu il primo lungometraggio della storia realizzato interamente con animazione CGI e segnò il punto di svolta per uno studio che avrebbe trasformato l’intera industria.
Il suo regista, John Lasseter, ricevette un Oscar speciale per i risultati pionieristici raggiunti nel cinema d’animazione, aprendo la strada a titoli come Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili o Wall·E. Lasseter avrebbe poi lasciato Disney e Pixar nel 2018, dopo le accuse di molestie sessuali e comportamenti inappropriati sul posto di lavoro. Ma la sua ossessione, quella di mostrare i giocattoli che prendono vita quando nessun essere umano li guarda, lo accompagnava da anni.
Da Tin Toy a Le avventure del piccolo tostapane
L’ispirazione diretta di Toy Story va cercata in un cortometraggio Pixar chiamato Tin Toy, appena cinque minuti che raccontavano il mondo visto con gli occhi di un giocattolo. Quel corto vinse l’Oscar come miglior cortometraggio d’animazione nel 1988. Eppure la scintilla originaria arrivò ancora prima. Nel 1983, mentre lavorava per Disney, Lasseter fu licenziato per aver provato a comprare una sceneggiatura che parlava proprio di elettrodomestici capaci di animarsi, con l’idea di realizzarla totalmente al computer.
Quattro anni dopo quella storia divenne realtà con il titolo Le avventure del piccolo tostapane. Ironia della sorte, la pellicola finì acquisita proprio da Disney e venne distribuita direttamente in home video, senza nemmeno passare dalle sale. Lasseter la vide al Festival di Animazione di Cannes e ne rimase completamente affascinato. Se proprio bisogna indicare l’ispirazione primigenia di Toy Story, possiamo dirlo senza paura di sbagliare: fu questo piccolo e modesto film d’animazione, diretto da Jerry Rees. La cosa curiosa è che Le avventure del piccolo tostapane vanta un rispettabile 79% su Rotten Tomatoes, eppure Disney non la tiene nel catalogo della sua piattaforma. Ad oggi non esiste un modo legale per vedere questo precedente di Toy Story, ma forse qualcuno della generazione “a cassette” lo ricorda ancora.
Un successo che ha generato cinque film
Il successo travolgente al botteghino fece il resto. Toy Story fu la pellicola che incassò di più nel suo primo fine settimana di uscita, arrivando ad accumulare 373,5 milioni di dollari. Numeri che spinsero la produzione di altri quattro sequel. Al momento Toy Story 4 resta il capitolo che ha funzionato meglio, con la bellezza di 1073 milioni di dollari incassati. E poi c’è l’ultimo arrivato. Toy Story 5, uscito lo scorso 19 giugno, è per ora il miglior esordio dell’anno, capace di superare sia Super Mario Galaxy sia lo stesso Toy Story 4 nello stesso arco di tempo. Roba da non credere, per una saga nata da un’idea che a suo tempo era valsa un licenziamento.