Nuovi soldi finiscono nella difesa dai droni negli Stati Uniti, e stavolta parliamo di una cifra precisa: 80,5 milioni di dollari, circa 74 milioni di euro, destinati al sistema Titan-MS. Un investimento che ha un obiettivo chiaro, cioè rafforzare la capacità delle forze armate americane di individuare e neutralizzare i velivoli senza pilota che si avvicinano dove non dovrebbero. E il problema, a quanto pare, è tutt’altro che marginale.
La prima esigenza sul tavolo riguarda l’estensione della piattaforma dentro le basi dell’Aeronautica militare statunitense. Lì i droni non autorizzati continuano a spuntare fuori con una frequenza che preoccupa, tanto da essere considerati la sfida numero uno da affrontare. Non è una novità recente, ma la crescita costante di questi apparecchi ha reso urgente trovare una soluzione affidabile. E secondo chi ha firmato il contratto, quella soluzione porta proprio il nome di Titan-MS.
Cosa sa fare Titan-MS e il programma Domestic Shield
Le caratteristiche del sistema aiutano a capire perché sia stato scelto. Titan-MS riesce a seguire contemporaneamente oltre 500 bersagli, un numero che dà l’idea del tipo di scenario per cui è pensato, cioè situazioni complesse dove più minacce arrivano nello stesso momento. In alcune configurazioni, poi, sfrutta un radar con una portata che tocca i 60 chilometri. Significa avere occhi molto lontani, abbastanza da vedere arrivare un drone prima ancora che diventi un pericolo concreto.
Tutto questo non nasce come iniziativa isolata. Il finanziamento rientra infatti nel programma Domestic Shield, un piano più ampio che gli Stati Uniti hanno messo in piedi per contrastare le minacce legate ai droni. E qui i numeri crescono parecchio: il contratto complessivo legato a queste tecnologie ammonta a 500 milioni di dollari, ovvero intorno ai 460 milioni di euro. Gli 80,5 milioni destinati a Titan-MS sono quindi una tessera dentro un mosaico decisamente più grande.
L’idea di fondo è costruire una rete di protezione capace di coprire in modo sistematico i punti sensibili, senza lasciare zone scoperte. Le basi aeree restano il primo obiettivo, ma la logica del programma suggerisce una copertura destinata ad allargarsi. Un drone non autorizzato che sorvola una struttura militare può fare danni in molti modi, dalla semplice ricognizione fino a scenari ben più seri, e per questo l’attenzione verso questi sistemi di difesa è aumentata parecchio negli ultimi tempi.
La combinazione tra capacità di tracciamento su larga scala e radar a lungo raggio rende Titan-MS uno strumento pensato per ambienti dove il margine di errore è ridotto al minimo. Con questo nuovo investimento, l’Aeronautica USA punta a portare la piattaforma dove serve davvero, cioè nei luoghi in cui la presenza di velivoli senza pilota rappresenta un rischio quotidiano e non un’eccezione.