Per anni la paura più grande di chi guardava con diffidenza le auto elettriche riguardava un punto preciso, ovvero le batterie dei veicoli elettrici e la loro presunta fragilità. Il timore era semplice, quasi banale, dopo qualche anno di utilizzo la batteria si sarebbe degradata costringendo il proprietario a spendere una cifra enorme per sostituirla. Ecco, quel timore adesso comincia a sgretolarsi. Nuovi dati raccontano una storia diversa e mandano in soffitta uno degli argomenti più usati da chi difende a spada tratta i motori a combustione.
Il caso più curioso porta un nome quasi affettuoso, “Miles”, una Tesla Model 3 che ha superato i 400.000 chilometri in cinque anni di utilizzo senza mai avere problemi di autonomia. Non è un episodio isolato. Uno studio recente sostiene che le auto elettriche mantengono in media fino al 95% dell’autonomia originale dopo cinque anni. Numeri che, fino a poco tempo fa, sarebbero sembrati pura fantascienza per chi era abituato a pensare alle batterie come a un componente usa e getta.
Da dove veniamo e cosa è cambiato davvero
Il passato, va detto, non era così roseo. Fino al 2016 circa una auto elettrica su dodici, poco più dell’8%, aveva bisogno di un cambio della batteria a causa della mancanza di un raffreddamento termico attivo. Un problema che colpiva soprattutto modelli come la Nissan Leaf. Poi le cose sono migliorate, e parecchio. I modelli venduti a partire dal 2022 hanno un tasso di sostituzione quasi ridicolo, appena lo 0,3% dei veicoli in circolazione.
Il merito, spiega Viet Nguyen-Tien, ricercatore della London School of Economics, va cercato nella chimica interna delle celle, nei sistemi di gestione elettronica e nella regolazione termica attiva tramite liquido. Tutti elementi che hanno lasciato alle spalle i difetti strutturali di un tempo. Oggi la vita utile di una batteria regge il confronto con quella di un tradizionale motore a combustione, cosa impensabile fino a pochissimi anni fa.
Riparabilità, costi e abitudini di chi guida
C’è poi il tema dei soldi, che pesa sempre. Sostituire una batteria fuori garanzia resta un salasso, tra i 5.000 e i 14.000 euro in media. La novità, però, è che i produttori stanno progettando le batterie per renderle riparabili. Questo significa che non servirà cambiare tutto, basterà sostituire solo i moduli difettosi, con un crollo netto dei costi di manutenzione. E non finisce qui, perché il prezzo stesso delle batterie è sceso di oltre il 90% dal 2010.
Anche il comportamento di chi guida conta, e non poco. Esattamente come succede con gli smartphone, abusare della ricarica ultrarapida accelera l’invecchiamento della batteria. In media un’auto che usa di continuo i caricatori veloci può perdere capacità nella metà del tempo rispetto a una che si affida a ricariche più lente. Altri errori da evitare sono lasciare l’auto ferma a lungo con la batteria a zero, caricarla sempre fino al 100% o esporla a temperature estreme. Le stesse identiche raccomandazioni che valgono per i telefoni.