La sonda cinese Tianwen-2 ha appena regalato agli scienziati la prima immagine ravvicinata di Kamoʻoalewa, uno di quegli oggetti celesti che orbitano vicino a noi senza però essere davvero satelliti del nostro pianeta. Un traguardo che sposta lo sguardo lontano dalla Terra, anche se non troppo, e che apre una fase decisamente interessante di questa missione spaziale firmata Pechino. Il programma spaziale cinese, del resto, aveva già fatto parlare con la stazione Tiangong e con le missioni di lunga durata attorno al nostro pianeta. Stavolta l’obiettivo è più ambizioso, perché la sonda si è portata a soli 20 km da un asteroide minuscolo, riuscendo a fotografarlo come mai nessuno prima.
Cosa sono i quasi satelliti e perché Kamoʻoalewa conta davvero
Non tutti lo sanno, ma la Terra ha già incrociato otto piccoli quasi satelliti nel corso del tempo. Si tratta, in parole semplici, di asteroidi con un’orbita attorno al Sole così simile a quella terrestre da sembrare, in un certo sistema di riferimento, come se ci girassero attorno. Non formano però un vero sistema gravitazionale con il nostro pianeta.
Kamoʻoalewa entra in questa storia da protagonista. Scoperto soltanto nel 2016, sta per diventare il più piccolo asteroide mai visitato da una sonda spaziale. La Tianwen-2 ha completato l’avvicinamento portandosi a una distanza di appena 20 km, quanto basta per ottenere l’immagine più dettagliata mai realizzata di questo corpo celeste.
Un dettaglio importante. Kamoʻoalewa resta comunque troppo lontano per essere considerato un vero satellite naturale. La sua orbita ellittica lo tiene a una distanza che varia tra circa 38 e 100 volte quella che separa la Luna dalla Terra, con un periodo orbitale di circa 45 anni. Orbite di questo tipo tendono a essere instabili e col tempo questi corpi perdono lo status di quasi satelliti, ma per Kamoʻoalewa gli scienziati prevedono una permanenza nei pressi della Terra ancora per alcune centinaia di anni.
Quanto alle dimensioni, le ultime stime parlano di appena 20 metri di larghezza al massimo. Davvero poco, se confrontato con altre missioni come quella della NASA verso 16 Psyche, un asteroide metallico ben più grande che si trova nella fascia principale tra Marte e Giove.
Gli obiettivi della missione Tianwen-2
C’è una teoria affascinante dietro tutto questo. Basandosi sull’orbita e su osservazioni telescopiche precedenti, gli scienziati ipotizzano che Kamoʻoalewa possa essere un frammento della Luna, staccatosi dopo un grande impatto avvenuto in un passato remoto.
Ed è proprio per confermare o smentire questa ipotesi che Tianwen-2 non si limiterà a osservare l’asteroide dall’alto. La sonda procederà anche al prelievo di campioni direttamente dalla superficie. L’obiettivo primario di questa fase, infatti, è riportare quel materiale sulla Terra, con un’operazione che la sonda cinese completerà tramite un sorvolo del nostro pianeta previsto per il 2027. Una volta consegnato il carico, però, la missione non finirà lì. Tianwen-2 riprenderà il cammino verso la cintura degli asteroidi, oltre l’orbita di Marte, dove nel 2031 raggiungerà il suo obiettivo scientifico principale, la cometa 311P/PanSTARRS.
I campioni, analizzati in laboratorio sulla Terra, potrebbero finalmente chiarire l’origine di Kamoʻoalewa. E non solo. Offrirebbero indizi preziosi anche sui processi di formazione ed evoluzione dell’intero sistema Terra-Luna. Nel frattempo la Cina si conferma sempre più protagonista nell’esplorazione dello spazio profondo, un terreno che fino a pochi anni fa restava quasi esclusiva di Stati Uniti, Europa e Giappone.