Il binge-watching di Netflix, quel meccanismo che ha reso la piattaforma quello che è oggi, potrebbe iniziare a giocare contro chi lo ha inventato. A far riemergere il tema è il caso di Beef, una serie che al ritorno con la stagione successiva avrebbe perso circa il 70 per cento dell’audience. Un crollo che riapre una domanda vecchia di anni: vedere tutto in una volta sola genera attenzione immediata, certo, ma poi cosa resta? La conversazione dura pochi giorni e si spegne.
Una fetta enorme dell’identità di Netflix si regge proprio su questo. Rilascio simultaneo di intere stagioni, abbonati abituati a divorare una serie in un weekend. È il marchio di fabbrica. Solo che adesso questo stesso modello finisce sotto la lente in una riflessione interna che, stando a quanto emerso attorno a un report Bloomberg, riguarda proprio il calo di ritorno del pubblico quando arrivano le stagioni successive. Non un dettaglio da poco, per un’azienda che vive di abbonamenti.
Non è solo questione di una serie
Il problema, va detto, non si limita a un titolo singolo. Nel dibattito recente spuntano nomi importanti come Avatar: The Last Airbender e One Piece, produzioni pensate per reggere franchise riconoscibili e pubblici molto ampi. La sfida vera per Netflix è un’altra: trasformare quel picco iniziale, quel botto dei primi giorni, in una presenza stabile dentro la routine di chi guarda. E qui il rilascio settimanale, quello scelto da diversi concorrenti e da alcune produzioni evento, sembra funzionare meglio.
Il motivo è abbastanza intuitivo. Un episodio a settimana tiene vivi i social, le discussioni, il passaparola per settimane intere. Il tutto insieme, invece, concentra tutto in pochi giorni. Ottimo per far partire subito una serie con il botto, molto meno quando l’obiettivo è accompagnarla nel tempo e costruire attesa. Sono due filosofie diverse, e Netflix se ne sta accorgendo.
Le mosse già messe in campo
Vale la pena ricordare che la piattaforma non è rimasta immobile ad aspettare. Ha già sperimentato distribuzioni non del tutto binge, spezzando alcune stagioni evento in più parti oppure adottando cadenze diverse per certi episodi. Prove concrete che dicono una cosa chiara: il modello storico non è più intoccabile, anche se non c’è stato nessun abbandono formale della pubblicazione completa delle stagioni. Si tratta di tentativi, di aggiustamenti fatti con prudenza.
Nel frattempo la battaglia per il tempo libero degli utenti si combatte anche altrove. TikTok e YouTube sono lì, gratuiti, pieni di contenuti brevi che catturano attenzione in modo continuo e senza pause. Un fronte che pesa, tanto che Netflix guarda sempre di più proprio ai modelli di YouTube e TikTok. E la strategia recente della piattaforma va ben oltre le serie: giochi, sport dal vivo, video podcast e sperimentazioni sullo short-form content fanno ormai parte del pacchetto. Per adesso, però, nessun cambio di rotta ufficiale è stato annunciato per tutte le serie Netflix.