C’è una pellicola che ha segnato il cinema moderno e che ora torna sul grande schermo con un seguito e un cambio di volto importante. Parliamo di The Social Reckoning, il nuovo capitolo che riprende la storia di Facebook a sedici anni di distanza da The Social Network, il film del 2010 diretto da David Fincher e scritto da Aaron Sorkin. Quel lungometraggio è ancora considerato uno dei grandi titoli del cinema contemporaneo, e a interpretare Mark Zuckerberg c’era Jesse Eisenberg, che si guadagnò una candidatura agli Oscar. Eppure, quando gli è stato proposto di tornare, ha detto di no.
Il motivo è curioso e parecchio umano. Eisenberg, secondo quanto raccontato dallo stesso Sorkin, non voleva più essere confuso con il fondatore di Facebook. A quanto pare l’attore aveva sviluppato un certo fastidio nei confronti di quel ruolo, soprattutto per le situazioni paradossali che gli capitavano. Sorkin ha rivelato che ragazzini lo fermavano negli aeroporti chiedendogli di firmare biglietti da visita con scritte tipo “Sono il CEO, stronzo”. Tre giorni interi a provare a convincerlo, senza riuscirci.
Dalla creazione di Facebook ai suoi lati più oscuri
Mentre The Social Network raccontava la nascita di Facebook, The Social Reckoning punta i riflettori su una vicenda ben più cupa. Il film, di cui Sorkin firma sia la sceneggiatura sia la regia, ricostruisce l’inchiesta del Wall Street Journal del 2021 su come Meta, la società che possiede WhatsApp, Instagram e Facebook, fosse consapevole di alcuni effetti negativi delle sue piattaforme sulla salute mentale degli adolescenti. Tra le rivelazioni emerse anche la diffusione di disinformazione e contenuti polarizzanti, oltre a sistemi di moderazione che trattavano in modo diverso gli utenti più influenti.
Lo ha spiegato bene lo stesso Sorkin a Vanity Fair. The Social Network parlava di come Facebook fosse stato inventato, mentre The Social Reckoning racconta in cosa si è trasformato. Una differenza di prospettiva non da poco, che cambia completamente il tono della storia.
La trama si basa sulla vicenda reale di Frances Haugen, giovane ingegnera di Facebook che chiese aiuto a Jeff Horwitz, reporter del Wall Street Journal, per portare alla luce i segreti meglio custoditi dell’azienda. Una storia che ha avuto un peso enorme nel dibattito pubblico di quegli anni.
Il nuovo Zuckerberg e gli assenti illustri
Con il rifiuto di Eisenberg, bisognava trovare qualcun altro per il ruolo. La scelta è caduta su Jeremy Strong, già protagonista di Succession. E c’è un retroscena che vale la pena raccontare. Tutto risale alla festa degli Oscar di Vanity Fair del 2025. La sceneggiatura era già pronta e Sorkin aveva chiesto a Eisenberg di leggere la bozza. Poco dopo si è imbattuto proprio in Strong, che gli ha fatto sapere come Eisenberg non fosse interessato a tornare e che lui, invece, era prontissimo a vestire i panni di Mark Zuckerberg.
Vale la pena ricordare i numeri di The Social Network. Otto candidature agli Oscar, comprese quelle per Miglior film, Miglior regista e Miglior attore proprio per Eisenberg. Alla fine portò a casa tre statuette, per Miglior sceneggiatura non originale, Miglior montaggio e Miglior colonna sonora.
Tra gli assenti di rilievo c’è anche David Fincher, che non è tornato dietro la macchina da presa. Il regista era impegnato su un altro seguito, quello di C’era una volta a Hollywood, intitolato The Adventures of Cliff Booth, scritto da Quentin Tarantino e con il ritorno di Brad Pitt nel ruolo principale. Nel cast di The Social Reckoning, oltre a Strong, figurano anche Mikey Madison e Jeremy Allen White.