Quando il nemico più fastidioso di un gioco non è un boss ma un effetto grafico, qualcosa è andato storto. È esattamente la sensazione che lascia The Relic: First Guardian, il soulslike sviluppato dallo studio sudcoreano Project Cloud Games e atteso su PC e PlayStation 5 per il 31 luglio 2026, dopo un rinvio di due mesi. Sulla carta le idee non mancano, ma quello che arriva tra le mani racconta una storia diversa, fatta di buone intenzioni e di un’esecuzione che fatica a tenere insieme i pezzi.
Il primo contatto con il gioco non è stato esaltante. Il trailer di annuncio della data di uscita aveva mostrato un protagonista agile e mobile, certo, ma anche un’ambientazione poco ispirata e soprattutto un problema enorme di visibilità. L’uso aggressivo della vignettatura, uno degli effetti più odiati dai giocatori e tra i primi a essere disattivati su PC, insieme a un camera shake esagerato, faceva temere il peggio. E provando la versione playtest nel paesaggio apocalittico di Arsiltus, quel timore si è rivelato fondato.
The Relic: First Guardian, un combat system che non convince
Il guaio è che in questa build non c’è modo di spegnere né la vignettatura né il tremolio della telecamera. Due elementi che, in un gioco dove il posizionamento conta moltissimo, diventano un ostacolo reale. La telecamera trema per qualsiasi cosa faccia un nemico, l’angolazione non offre una visuale decente durante gli scontri e il risultato è un’esperienza fastidiosa già dopo pochi minuti. Probabilmente nella versione finale arriveranno delle opzioni per disattivare tutto questo, ma nessuna spunta potrà sistemare i problemi più profondi del combat system.
E qui sta il vero nodo. Le armi hanno una sola sequenza di combo, lunghissima e difficile da portare a termine per via dell’aggressività dei nemici. I comandi d’attacco rispondono male, costringendo a martellare il pulsante per non interrompere la catena di colpi. Gli attacchi escono con un leggero ritardo e l’unico modo per annullarne le animazioni è la schivata, che però copre troppa distanza. Nei soulslike la schivata è calibrata con attenzione proprio per permettere sia di evitare i danni sia di rispondere in fretta. Qui invece resetta completamente il ritmo dello scontro, riportando tutto a uno stato neutro che spezza qualsiasi tensione.
Idee interessanti, ma sepolte sotto i difetti
Si capisce che gli sviluppatori vorrebbero spingere verso parata e blocco, ma con tempistiche dei nemici innaturali e hitbox un po’ sballate, parare con costanza diventa complicato. Anche le abilità non aiutano: alcune di quelle sbloccate per la combinazione spada e scudo sono difficilissime da inserire nelle combo, richiedono un timing perfetto e lasciano il personaggio scoperto durante lunghe animazioni di carica. Va detto che con altre armi, come lo Staff, la situazione migliora leggermente.
Sul fronte della progressione, The Relic: First Guardian abbandona i classici punti esperienza. Tutto ruota attorno a oggetti trovati esplorando o comprati con l’oro, e all’Energia delle Reliquie usata per sbloccare abilità negli appositi alberi. Sembra una buona idea, ma in pratica rende quasi inutile affrontare i nemici comuni, che lasciano cadere solo oro o materiali. E soprattutto cancella quella tensione che è il cuore del genere, perché senza esperienza da perdere alla morte, ogni sconfitta è solo un muro frustrante.
A peggiorare il quadro ci sono comparto tecnico e world design. Le grafiche ricordano l’epoca PS3, l’ambientazione dark fantasy non prova nulla di nuovo e la struttura open world si riduce a sentieri interconnessi e piccole località dai layout semplicissimi. Tutto questo finisce per oscurare gli spunti più interessanti, come i ricordi sparsi per il mondo, l’ispirazione al folklore asiatico e la magia elementale sempre disponibile. Peccato che il doppiaggio sia tra i peggiori sentiti di recente.
Alcuni di questi problemi potranno essere limati al lancio, e magari le location successive si riveleranno migliori. Ma molti difetti affondano nel design di base e servirebbe una revisione profonda per risolverli, una cosa impossibile da fare a un mese dall’uscita. Difficilmente The Relic: First Guardian riuscirà a ritagliarsi un suo pubblico tra titoli che fanno le stesse cose molto meglio. Resta la speranza, magari mal riposta, che dopo il debutto qualcosa possa cambiare in meglio.