The Planet Crafter arriverà su PS5 il 21 luglio, portando con sé una proposta che si allontana parecchio dai soliti giochi di sopravvivenza. Niente mostri, niente sangue, niente sussulti improvvisi dietro l’angolo. Lo studio Miju Games ha lavorato a un’esperienza pensata per chi cerca qualcosa di più calmo, dove la sfida c’è ma passa attraverso la gestione delle risorse e l’esplorazione, non attraverso il combattimento.
A raccontarlo è Amélie di Miju Games, che con il suo team ha costruito un titolo dove l’obiettivo non è restare vivi scappando da qualcosa, ma trasformare un pianeta. Il concetto di fondo è la terraformazione, ossia rendere abitabile un mondo che all’inizio appare spoglio e desolato.
Un gioco di sopravvivenza che non punta sulla paura
Chi si aspetta tensione e adrenalina rimarrà spiazzato. The Planet Crafter mette comunque alla prova, perché bisogna tenere sotto controllo bisogni come ossigeno, cibo e acqua. Soprattutto nelle prime fasi è facile spingersi oltre i propri limiti e ritrovarsi in guai seri, anche fatali. Ma il pericolo nasce dalla disattenzione, non da creature nascoste.
Dietro quel masso o in fondo a quella caverna non c’è nulla da temere. C’è semmai la meraviglia. I mondi e le lune da esplorare sono grandi, pieni di segreti, e soprattutto cambiano nel tempo. Mentre il giocatore lavora alla loro trasformazione, i pianeti si evolvono davvero, non solo sulla carta.
Quando si costruiscono pompe di calore e si scava nel nucleo per aumentare pressione atmosferica e temperatura, le conseguenze si vedono. Un ghiacciaio che si scioglie può svelare una valle prima inaccessibile. La vita che mette radici fa spuntare alberi capaci di diventare un ponte verso luoghi nuovi. Non è violento, ma di avventura ce n’è in abbondanza.
L’ispirazione che arriva dai giochi inattivi
Una delle fonti dichiarate da Miju Games sorprende un po’. Parliamo dei cosiddetti giochi inattivi, quelli che continuano a far progredire le cose anche quando il giocatore non interviene direttamente. Una parte di quel DNA si ritrova qui dentro.
I macchinari per il terraforming, infatti, lavorano da soli finché la rete elettrica ha energia. Questo significa che si avanza sempre verso il prossimo traguardo, anche mentre si fa altro. Mentre le macchine fanno il loro lavoro, c’è tutto il tempo per dare la caccia ai relitti di una spedizione scomparsa, cercare materiali rari tra le schegge di un meteorite caduto o conoscere le nuove forme di vita introdotte nell’ambiente. È un modo intelligente per spingere a esplorare senza fretta.
La promessa dello studio è semplice. In The Planet Crafter le cose migliorano sempre un po’, passo dopo passo. E il gioco si potrà affrontare sia in solitaria sia in modalità cooperativa su PlayStation 5, costruendo basi insieme agli amici.
I mondi pensati da Miju Games sono spogli e silenziosi quando ci si arriva la prima volta. Con un po’ di impegno, però, l’idea è che diventino luoghi caldi e accoglienti dove avere voglia di restare. L’appuntamento per scoprirlo è fissato al 21 luglio.