Ci sono serie che restano impresse per come sanno spiazzare lo spettatore, e The Good Place è tra queste. La comedy ideata da Michael Schur aveva mille interrogativi aperti, ma a quanto pare nessuno di questi riguardava il modo di sistemare un piano dove si intravede il trucco usato per rendere Janet una specie di divinità onnipotente. Eppure, proprio in una manciata di secondi, si nascondono due sviste piuttosto clamorose che è curioso non aver notato prima.
Difficile dimenticare la sensazione lasciata dal finale della prima stagione, quando un colpo di scena ribalta tutto senza preavviso. E se funziona così bene, non è per caso. Prima ancora di presentare il progetto, Michael Schur si sedette a pranzo con Damon Lindelof e gli lanciò una specie di sfida. L’idea era giocare a capire se ci fosse davvero qualcosa di solido lì dentro, immaginando una struttura in stile Lost, fatta di cliffhanger e storie pensate per svilupparsi nel tempo. Da quella chiacchierata è nata una delle sitcom meno convenzionali e più sorprendenti della televisione recente.
Cosa succede davvero in quella scena
Anche se la serie si è conclusa nel 2020, poco prima della pandemia, in tanti continuano a ricordare The Good Place come una specie di piccolo miracolo televisivo, capace di stupire di continuo e di far crescere i suoi personaggi passo dopo passo fino a renderli qualcosa di più. Certo, la strada non è stata sempre perfetta, e qualche inciampo lungo il percorso c’è stato.
È il caso di una scena del sesto episodio della prima stagione. In appena 16 secondi non compare un solo errore, ma due, e servono occhi ben allenati per coglierli. Il primo salta subito all’occhio. Janet, dopo aver consegnato dei documenti, porta le mani dietro la schiena e una mano, da fuori campo o da quello che dovrebbe essere fuori campo, le passa i fogli successivi da usare nell’azienda. Trattandosi di una sorta di semidivinità in grado di far apparire e sparire oggetti a piacimento, quelle mani non hanno alcun motivo di esistere.
Il secondo richiede più attenzione e si trova sullo sfondo. C’è un tavolo che in un’inquadratura risulta completamente vuoto, mentre in quella subito dopo appare occupato da due amici. Un dettaglio che sfugge facilmente, ma una volta notato diventa impossibile ignorarlo.
Il braccialetto di graffette non è un vero errore
Qualcuno potrebbe indicare come svista anche il fatto che Michael porti al polso un braccialetto fatto con delle graffette. In realtà non si tratta di un errore. Esiste una scena eliminata in cui Eleanor lo fabbricava e lui, entusiasta come un bambino, lo indossava anche dopo. Un piccolo tocco che spiega tutto e che smonta ogni sospetto. A quanto pare, nemmeno nell’Aldilà tutto è un difetto.