Chiudere una storia nel modo giusto è una delle imprese più difficili per qualsiasi produzione, e la saga di Harry Potter resta uno degli esempi più citati quando si parla di finali riusciti. Aspettative alle stelle e delusioni cocenti vanno spesso a braccetto, soprattutto quando si tratta dell’ultimo capitolo di un franchise leggendario. Serie amatissime come Il Trono di Spade, Killing Eve o Penny Dreadful hanno mostrato quanto sia facile inciampare proprio sul traguardo. Il maghetto creato da J.K. Rowling, invece, ha saputo salutare il pubblico con un’uscita di scena praticamente impeccabile, e tutta la saga è oggi disponibile su HBO Max.
Va detto che Harry Potter partiva con un vantaggio non da poco, cioè le sette opere letterarie firmate da Rowling. Ma non è affatto una garanzia. Basti pensare a quante trasposizioni cinematografiche di romanzi pluripremiati si sono rivelate un mezzo disastro. Il cardellino, tratto dal libro che valse a Donna Tartt il premio Pulitzer, venne fatto letteralmente a pezzi dalla critica. Il rischio, insomma, c’era eccome.
Un finale che ha chiuso ogni cerchio
La storia sul grande schermo si è conclusa nel 2011 con Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2, diretto da David Yates e interpretato da Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson. La scelta di Warner Bros. di spezzare l’ultimo libro in due film era una scommessa rischiosa, che poteva finire malissimo. Eppure il risultato ha dato ragione allo studio. Allungare di poco la permanenza del giovane mago al cinema si è rivelata una mossa azzeccata.
Grazie alla penna di Rowling, l’ultimo capitolo ha annodato tutti i fili rimasti in sospeso. Il passato di Severus Piton, interpretato da Alan Rickman, agente di Albus Silente infiltrato tra le fila di Voldemort, e il suo legame con i genitori del protagonista. Lo scontro finale tra Harry e il mago oscuro, i piani veri di Silente fin dall’inizio, la relazione tra Hermione e Ron, la chiusura del discorso sugli horcrux. Il tutto condito da battaglie epiche, sequenze cariche di azione e momenti davvero commoventi.
Come nel libro, poi, la saga fa un salto in avanti di diversi anni per mostrare la vita adulta dei tre protagonisti. Nella scena finale Harry, Ron e Hermione accompagnano i loro figli al binario 9 e ¾, pronti a iniziare gli studi a Hogwarts. Un cerchio che si chiude nel modo più naturale possibile.
Un ritorno che non ha convinto
Dopo qualche anno Warner Bros. ha voluto riportare la saga in sala, ma stavolta le cose non sono andate altrettanto bene. Nel 2016 è arrivato Animali fantastici e dove trovarli, primo capitolo di una serie prequel con protagonista Eddie Redmayne nei panni del magizoologo Newt Scamander. La vicenda si colloca 70 anni prima di Harry Potter, e il piano prevedeva cinque film per raccontare il grande scontro tra un giovane Silente, interpretato da Jude Law, e il mago oscuro Gellert Grindelwald, affidato a Mads Mikkelsen. Un traguardo che, a quanto pare, non vedremo mai.
Il primo film andò benissimo, sia al botteghino, con oltre 730 milioni di euro incassati nel mondo, sia con la critica. I seguiti, molto meno. Animali fantastici: I Crimini di Grindelwald raccolse più di 590 milioni di euro, ma la stampa specializzata non lo premiò. E dopo l’uscita cominciarono i guai veri.
Da un lato la causa che Johnny Depp perse nel Regno Unito contro The Sun, che aveva denunciato per diffamazione. Dall’altro le dichiarazioni di Rowling finite al centro delle polemiche. Infine i problemi giudiziari di Ezra Miller, interprete di Credence Barebone. Depp venne licenziato e rimpiazzato da Mikkelsen nel terzo film, Animali fantastici: I Segreti di Silente, che incassò oltre 360 milioni di euro tra critiche negative, seppur leggermente migliori del capitolo precedente. Da allora nulla si è saputo su Animali fantastici 4 e 5.
Quel che invece è ormai confermato è il reboot di Harry Potter in formato serie, che ha già il suo nuovo cast e vedrà la luce su HBO Max presto.