Tesla Robotaxi dovrebbe rappresentare il futuro della mobilità autonoma, ma quello che è successo a Dallas racconta una storia ben diversa. Un passeggero si è ritrovato intrappolato in un viaggio da incubo, tra errori di navigazione, comportamenti di guida pericolosi e una richiesta francamente assurda: scendere dall’auto mentre il veicolo viaggiava ancora a 64 km/h.
Un viaggio di 11 miglia trasformato in 54 minuti di caos
Elon Musk sta spingendo forte sull’espansione del servizio Robotaxi nelle città di Dallas e Houston, dopo il debutto avvenuto ad Austin nel 2025. L’account ufficiale di Tesla aveva pubblicato filmati su X.com mostrando la Model Y muoversi senza autista tra le strade texane, tutto molto scenografico. Peccato che la realtà sul campo stia restituendo un quadro parecchio diverso.
Chris Ramos, residente a Dallas, ha raccontato di aver aspettato quasi due ore prima di riuscire a ottenere un passaggio tramite l’app di ride-hailing Tesla. Quando finalmente è salito a bordo, è cominciato il bello. O meglio, il peggio. Un tragitto di appena 11 miglia si è dilatato fino a durare 54 minuti, costellato di errori e momenti di puro imbarazzo. Ramos ha documentato tutto con diversi video, pubblicati poi sul suo profilo.
La copertura del servizio, va detto, è ancora estremamente limitata. La vettura elettrica opera in un raggio di appena 30 miglia quadrate a Dallas e 25 miglia quadrate a Houston. Per dare un’idea delle proporzioni: Dallas ha una superficie di 385 miglia quadrate, quindi il Robotaxi Tesla copre meno del 10% della città. A Houston il dato scende sotto il 4%, considerando le 650 miglia quadrate totali. Già trovare un veicolo disponibile è un’impresa, figurarsi completare un viaggio senza intoppi.
Semafori ignorati, autostrada e la richiesta di scendere a 64 km/h
I problemi durante il tragitto sono stati numerosi e tutti documentati nei filmati. La Model Y a guida autonoma non è riuscita a interpretare correttamente un segnale stradale che consentiva la svolta a destra con il semaforo rosso. Il risultato? L’auto è rimasta ferma, immobile, mentre gli automobilisti dietro suonavano il clacson con crescente irritazione. Qualcuno alla fine ha superato il veicolo, visibilmente spazientito. Per il passeggero, impossibilitato a fare qualsiasi cosa, momenti di puro imbarazzo.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. In autostrada il Robotaxi ha mancato l’uscita corretta. Ha accelerato fino a tenere il passo del flusso di traffico, che viaggiava a circa 130 km/h, per poi iniziare a rallentare tentando di accostare. Sul display dell’auto è apparso un messaggio inquietante: “Il veicolo sta cercando un luogo sicuro dove accostare”. Una situazione già di per sé preoccupante, resa ancora più surreale dalla richiesta al passeggero di abbandonare il veicolo mentre questo procedeva ancora a 64 km/h.
Cinque giri intorno a un hotel e assistenza che si disconnette
Come se non bastasse, la vettura ha poi tentato di lasciare il cliente a 4,2 km dalla destinazione finale, girando intorno a un hotel per ben cinque volte senza riuscire a fermarsi nel punto giusto. A quel punto è stato richiesto l’intervento dell’assistenza clienti Tesla, con un operatore che ha provato a riprendere il controllo del veicolo da remoto per guidarlo verso la destinazione corretta. L’operazione però non è stata immediata, sono trascorsi diversi minuti, e la connessione tra operatore e passeggero si è interrotta dopo pochi istanti, lasciando Ramos di nuovo solo a bordo di un’auto che sembrava avere piani tutti suoi. La conversazione tra l’addetto all’assistenza e il passeggero ha messo in evidenza tutti i limiti di un servizio che, almeno in questa fase, appare decisamente più problematico di quanto la comunicazione ufficiale di Tesla lasci intendere.