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Tesla Roadster 2 si alza da terra: serve il brevetto da pilota?

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La presentazione della nuova Tesla Roadster 2 ha letteralmente monopolizzato internet e i social, e il motivo non è difficile da intuire. Quasi dieci anni dopo il primo annuncio, la sportiva elettrica della casa americana si è mostrata con una capacità che fino a poco tempo fa sembrava materia da film di fantascienza: quella di librarsi in aria. Un’auto volante, o qualcosa che le assomiglia parecchio, capace di riaccendere un sogno che accompagna l’immaginario collettivo da generazioni. Proprio questa caratteristica però si porta dietro una domanda tutt’altro che banale. Se Tesla mettesse davvero in circolazione un veicolo del genere, servirebbe il brevetto da pilota per guidarlo?

Il verbo volare, va detto, andrebbe usato con un minimo di prudenza. Si parla di una vettura in grado di sollevarsi da terra e restare sospesa, e già questo basta a scompigliare parecchie certezze. Non si tratta più soltanto di accelerazioni brucianti o di autonomia, i temi su cui di solito si concentra il dibattito attorno alle elettriche. Qui entra in gioco una dimensione nuova, quella verticale, e con lei un intero pacchetto di dubbi che la presentazione non ha affatto dissolto.

Come si guida un’auto che si stacca dall’asfalto

La questione principale riguarda proprio la guida. Un’automobile tradizionale si muove su due dimensioni, segue strade, rispetta segnali e corsie. Un mezzo capace di alzarsi da terra, anche solo per pochi istanti, si colloca invece in una sorta di terra di mezzo tra il mondo dell’auto e quello dell’aviazione. E qui le domande si moltiplicano. Basterebbe la normale patente per mettersi al volante di Tesla Roadster 2? Oppure chi decide di sfruttarne le capacità aeree dovrebbe affrontare un percorso di formazione paragonabile a quello di un pilota?

Non è un dettaglio da poco. Il successo commerciale di un’auto volante passa anche da qui, dalla possibilità concreta per un automobilista comune di usarla senza dover cambiare mestiere. Un veicolo straordinario sulla carta rischia infatti di restare un oggetto per pochissimi se le regole per condurlo dovessero rivelarsi troppo complesse. Allo stesso tempo, lasciare a chiunque il controllo di una macchina che si solleva da terra senza alcuna preparazione specifica solleverebbe interrogativi evidenti.

Sicurezza, legalità e futuro delle auto volanti

Accanto al nodo del brevetto da pilota si affacciano altri due temi pesanti. Il primo è la sicurezza. Una vettura che si libra in aria introduce rischi diversi rispetto a quelli di un’auto sportiva convenzionale, sia per chi siede a bordo sia per chi si trova nei paraggi. Il secondo è la legalità, perché un mezzo di questo tipo dovrebbe trovare una collocazione precisa all’interno delle norme che regolano la circolazione, e non è affatto scontato che quelle attuali siano pronte ad accoglierlo.

Sono proprio questi interrogativi a pesare sul futuro delle auto volanti nel loro complesso, un settore che da anni promette molto e che con Tesla Roadster 2 ha ritrovato improvvisamente i riflettori. L’effetto sorpresa della presentazione ha fatto il giro della rete in poche ore, ma l’entusiasmo convive con una lista di questioni ancora aperte su come un’auto del genere potrà essere guidata, da chi e con quali regole. Tutto questo mentre la nuova Tesla Roadster 2 si presenta al pubblico quasi dieci anni dopo il suo annuncio originale, con la promessa di essere la prima auto davvero in grado di “volare”.

Fonte: TecnoAndroid

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