Chi ha un’utenza di luce o gas lo sa bene: le chiamate indesiderate sono una piaga quotidiana. Ora però arriva una novità importante sul fronte del telemarketing selvaggio, perché una nuova norma rende di fatto nulli i contratti stipulati attraverso chiamate commerciali irregolari o prive di consenso esplicito da parte del consumatore. La stretta arriva con la conversione in legge del decreto bollette e punta a mettere un freno a una pratica che da anni tormenta milioni di persone.
Il punto centrale è semplice, anche se le implicazioni sono molto concrete: le aziende fornitrici di energia elettrica e gas non potranno più telefonare ai consumatori per proporre o concludere contratti di fornitura, a meno che non ci sia stata una richiesta diretta o un consenso chiaro e specifico. E soprattutto, se lo fanno comunque, il contratto che ne deriva non ha alcun valore. Nullo. Non produce effetti.
Le modifiche al Codice del Consumo e il divieto di sollecitazione
La novità normativa interviene in modo chirurgico sull’articolo 51 del Codice del Consumo, che disciplina i contratti a distanza. Il divieto riguarda sia le chiamate vocali sia i messaggi: è vietato effettuare sollecitazioni commerciali, che siano finalizzate a concludere un contratto oppure semplicemente a proporne uno, se il cliente non ha prima espresso il proprio consenso in modo specifico.
Per capire meglio: un’azienda di luce o gas potrà contattare un potenziale cliente solo se quest’ultimo ha fatto una richiesta esplicita, ad esempio attraverso il portale web dell’azienda stessa. Non basta, insomma, un generico “accetto le condizioni” finito chissà dove durante una registrazione online. Serve un atto volontario e chiaro, che dimostri la volontà del consumatore di essere ricontattato.
E qui arriva l’aspetto più rilevante della norma: i contratti stipulati in violazione di queste regole non produrranno comunque effetti giuridici. Questo significa che anche se un consumatore, magari un po’ distratto o sotto pressione durante una telefonata, accettasse verbalmente un’offerta, quel contratto sarebbe da considerare nullo. Una protezione in più, soprattutto per le persone più vulnerabili, che spesso si ritrovano abbonate a servizi mai richiesti consapevolmente.
Numeri identificabili e trasparenza obbligatoria
Oltre al divieto di contatto senza consenso, la norma impone anche un altro obbligo che vale la pena sottolineare: le aziende dovranno utilizzare numeri identificabili quando effettuano chiamate commerciali. Niente più telefonate da numeri anonimi, nascosti o impossibili da rintracciare. Una misura che va nella direzione della trasparenza e che, almeno sulla carta, dovrebbe rendere più semplice per i consumatori riconoscere e, se necessario, segnalare le chiamate irregolari.