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I robot umanoidi provano a uscire dai laboratori per entrare nelle abitazioni private, e lo fanno partendo da una delle attività più quotidiane in assoluto. Tau Robotics, startup con sede in California, ha aperto le prenotazioni per un servizio di pulizie domestiche ricorrenti affidato a macchine dall’aspetto umano. Al momento l’accesso avviene soltanto su invito e riguarda esclusivamente San Francisco, con interventi che possono arrivare a una durata massima di tre ore ciascuno.
La formula scelta è quella dell’abbonamento, quindi non un appuntamento isolato ma una serie di passaggi programmati nel tempo. Il debutto è stato accompagnato da un video diffuso il 29 ottobre 2026, girato in una sola ripresa senza tagli e mostrato a velocità quadrupla. Accanto a questo è stato reso disponibile anche un secondo filmato più dettagliato a velocità normale, utile per osservare con calma i movimenti degli umanoidi. Un modo piuttosto diretto per far vedere cosa queste macchine riescono effettivamente a fare dentro una casa vera e non in un ambiente di prova.
Dietro il robot c’è ancora una persona
Il servizio poggia sulla Unitree G1, una piattaforma che Tau ha adattato alle faccende domestiche. I robot sono in grado di aspirare, lavare i pavimenti e passare le superfici. Con l’aiuto di una persona riescono anche a rifare i letti, pulire i sanitari e caricare la lavastoviglie. Si tratta quindi di due livelli distinti di lavoro, uno che la macchina gestisce da sola e uno in cui serve ancora una mano umana per portare a termine il compito.
C’è poi un aspetto che va chiarito subito. Questi umanoidi non sono ancora autonomi. A guidarli in tempo reale sono operatori umani che seguono la scena attraverso le telecamere montate sul robot, mentre l’intelligenza artificiale li assiste durante le varie operazioni. Insomma la macchina esegue fisicamente il lavoro ma qualcuno dietro le quinte decide cosa fare e come muoversi stanza dopo stanza.
Gratis in cambio delle immagini di casa
Stando alle informazioni disponibili chi prenota non paga nulla. La gratuità però ha una logica precisa. Dietro il servizio c’è infatti un secondo obiettivo, cioè raccogliere dati reali con cui allenare i modelli che in futuro dovrebbero permettere ai robot di lavorare senza alcuna supervisione umana. In pratica ogni pulizia si trasforma anche in una sessione di addestramento, e il vero corrispettivo per l’azienda sono le immagini dell’abitazione in cui il robot entra.
Ogni intervento viene registrato per intero e le telecamere non si possono disattivare in nessun momento. I filmati possono contenere anche volti non oscurati, restano archiviati a tempo indeterminato e finiscono poi nell’addestramento dei modelli. Per chi valuta di accogliere uno di questi umanoidi tra le proprie mura la privacy entra quindi a far parte dello scambio in modo esplicito, senza la possibilità di spegnere l’occhio elettronico durante le ore di lavoro.
Sul fronte dei numeri la flotta di Tau Robotics è ancora piuttosto contenuta. Oggi conta otto robot umanoidi che hanno accumulato circa 160 ore di attività distribuite su quasi 100 pulizie completate. L’azienda punta ad aumentare il volume degli interventi e, nei prossimi anni, a portare il servizio anche al di fuori di San Francisco.
Fonte: TecnoAndroid


