Mercoledì è stata una giornata decisamente amara per i Big 3 delle telecomunicazioni americane. Mentre il Dow Jones metteva a segno un balzo di 1.325 punti (pari al 2,85%), le azioni di T-Mobile, Verizon e AT&T andavano tutte in controtendenza, chiudendo in territorio negativo. Un fatto che ha sorpreso parecchi osservatori, anche perché proprio quel giorno T-Mobile aveva ricevuto un upgrade da parte di MoffettNathanson. Una delle società di ricerca più autorevoli nel settore tecnologia, media e telecomunicazioni.
Di solito, quando una società viene promossa dagli analisti, il titolo sale. E se questo avviene in una giornata di forte euforia sui mercati, ci si aspetterebbe un rialzo ancora più marcato. Invece T-Mobile ha chiuso la sessione regolare a EUR 169 (circa 175 euro), con un calo dell’1,45%. Nell’after hours il titolo ha recuperato appena 23 centesimi, fermandosi a EUR 169. MoffettNathanson ha fissato un target price di EUR 217 (circa 225 euro) sul titolo, il che implicherebbe un rialzo del 28,4% rispetto alla chiusura estesa di mercoledì. La società di ricerca, che in precedenza manteneva un giudizio neutrale, ha sottolineato come il carrier stia ancora facendo crescere i ricavi e registrando numeri record di nuovi clienti netti. Vale la pena ricordare che diversi insider di T-Mobile hanno venduto quantità significative delle proprie azioni nelle settimane precedenti, con la maggior parte delle cessioni avvenuta quando il titolo valeva dai 20 ai EUR 26 in più.
Anche AT&T e Verizon in calo: gli investitori cercano titoli più rischiosi
La debolezza non ha riguardato solo T-Mobile. AT&T ha perso il 2,46%, chiudendo a EUR 23 (circa 24 euro), mentre Verizon è scivolata dell’1,19%, fermandosi a EUR 41 (circa 42,50 euro). Secondo gli analisti, il motivo è abbastanza chiaro. Gli investitori hanno deciso di ruotare i portafogli, uscendo dai titoli cosiddetti difensivi (come quelli delle telecomunicazioni, tipicamente meno volatili) per entrare in azioni più rischiose e potenzialmente più redditizie in una fase di forte ottimismo di mercato.
C’è anche un altro fattore che pesa sulle prospettive dei tre grandi operatori. La concorrenza crescente dei provider di banda larga satellitare, su tutti Starlink. La società madre di Starlink, SpaceX, è vicina a lanciare un’offerta pubblica iniziale (IPO) che potrebbe concretizzarsi già tra giugno e luglio. SpaceX punta a raccogliere tra i 35 e i 70 miliardi di euro, e parte di quei fondi potrebbe essere destinata a costruire un concorrente satellitare diretto di T-Mobile, Verizon e AT&T.
Verizon declassata: pesano il debito e la concorrenza di T-Mobile
Se T-Mobile ha ricevuto una promozione senza riuscire a sfruttarla in Borsa, per Verizon la situazione è stata addirittura peggiore sul fronte delle valutazioni. DBS Bank ha tagliato il rating del titolo da Buy a Hold, fissando un target price di EUR 44 (circa 46 euro), comunque l’8,2% sopra il prezzo attuale. Il motivo del downgrade? Il titolo ha già guadagnato il 19% dall’inizio del 2026, e buona parte delle buone notizie sembra già incorporata nel prezzo. I ricavi wireless di Verizon hanno toccato i 20 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre del 2025, segnando il diciottesimo trimestre consecutivo di crescita. Il dividendo trimestrale è stato aumentato a EUR 6.044 per azione, portando il rendimento a un livello piuttosto generoso del 5,89%.
Tuttavia, DBS Bank ha espresso preoccupazione per l’effetto competitivo che T-Mobile sta esercitando sul business di Verizon, oltre a segnalare che il debito complessivo di Verizon, pari a circa 127 miliardi di euro, limita sensibilmente la flessibilità finanziaria del carrier.