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Quando Nintendo ha stappato lo champagne a giugno 2025 per festeggiare il lancio della Switch 2, nessuno si sarebbe aspettato che il brindisi di Capodanno avrebbe avuto un retrogusto così amaro. I numeri iniziali parlavano chiaro, anzi, urlavano: 3,5 milioni di console vendute in soli quattro giorni e un traguardo di 10 milioni tagliato in meno di metà anno. Sembrava la ricetta per il successo perfetto, la conferma che il mondo non vedeva l’ora di mettere le mani sul nuovo gioiello di Kyoto. Eppure, superata la fiammata iniziale dei fan più accaniti, la console si è scontrata con un muro che nemmeno Mario con un fungo gigante riuscirebbe a abbattere facilmente.
La Switch 2 fatica a convincere oltre i fan storici
Il Natale 2025, che doveva essere la consacrazione definitiva, si è rivelato una doccia fredda, specialmente negli Stati Uniti. Vedere un calo del 35% nelle vendite di novembre e dicembre rispetto a quello che fece la prima Switch nel suo primo anno di vita è un segnale che non si può ignorare. Non è solo pessimismo: i dati di The Game Business e Circana confermano che il mercato americano sta vivendo il suo peggior momento per l’hardware da trent’anni a questa parte. Se a questo aggiungiamo che in Francia il calo ha superato il 30%, capiamo che l’entusiasmo si è sgonfiato proprio nel momento del bisogno.
Ma cosa è andato storto? Non è un problema di scorte, visto che stavolta le console si trovano sugli scaffali, a differenza dei tempi bui della prima Switch o di PS5. Il vero nodo sembra essere un mix micidiale tra un prezzo più alto — siamo sui 450 dollari/euro — e una lineup di giochi che molti percepiscono come “carina ma non indispensabile”.
Mario Kart World ha venduto tantissimo, arrivando nelle case di quasi ogni possessore di Switch 2, ma da solo non basta a convincere le famiglie a sborsare una cifra importante, specialmente con un’inflazione che morde ancora. Manca quel colpo al cuore, quel “system seller” come fu Breath of the Wild, capace di farti sentire che la vecchia Switch sia improvvisamente diventata un reperto archeologico.
Il mercato chiede un motivo per fare l’upgrade
La salvezza per ora arriva dal Giappone, dove Nintendo gioca in casa e dove la flessione natalizia è stata minima, appena il 5,5%. Lì la strategia di una versione locale più snella ha funzionato, ma nel resto del mondo il messaggio è chiaro: la gente vuole motivi veri per cambiare. Il 2026 diventa quindi l’anno della verità. Con l’anniversario dei Pokémon e le voci sempre più insistenti su un nuovo Mario 3D capace di mostrare finalmente i muscoli del nuovo hardware, Nintendo deve dimostrare che la Switch 2 non è solo una “Switch Pro” con un nome nuovo, ma l’inizio di una nuova era.