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Supervulcano Kikai: cosa accadde a chi sopravvisse 7.300 anni fa

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Circa 7.300 anni fa il Giappone e le aree circostanti furono scossi da una delle eruzioni vulcaniche più violente della storia, quella del supervulcano Kikai. Si tratta di un evento lontanissimo nel tempo e anche nello spazio rispetto all’Italia, eppure continua ad attirare l’attenzione degli studiosi. Il motivo è semplice: quello che accadde davvero alle persone che vivevano in quelle zone è rimasto a lungo un punto poco chiaro, e oggi una nuova ricerca prova a fare luce proprio su questo aspetto.

La storia dell’uomo, del resto, è costellata di catastrofi naturali. Alcune hanno lasciato tracce evidenti, altre sono state ricostruite pezzo dopo pezzo grazie al lavoro paziente della comunità scientifica, che con il passare degli anni riesce a restituire un quadro sempre più preciso di ciò che è successo migliaia di anni fa. L’episodio legato a Kikai rientra senza dubbio tra i casi più curiosi, perché unisce la potenza distruttiva della natura alle vicende umane di chi si trovò a fare i conti con quel disastro.

Un’esplosione che trasformò intere regioni

L’evento in sé è piuttosto noto agli esperti. Si parla di un’esplosione di proporzioni enormi, che non si limitò a un singolo momento di violenza ma portò con sé una serie di fenomeni a catena. Ci furono terremoti, ci furono tsunami e soprattutto vennero sprigionate quantità gigantesche di cenere, capaci di ricoprire vasti territori e di cambiarne profondamente l’aspetto.

Il risultato fu una vera e propria trasformazione di intere regioni del Paese. Le comunità che abitavano quelle terre si ritrovarono messe a dura prova da una combinazione di eventi difficile anche solo da immaginare. Scosse, onde anomale e una coltre di cenere sono già singolarmente fenomeni capaci di sconvolgere la vita quotidiana di una popolazione. Tutti insieme, nello stesso periodo, rappresentano qualcosa di molto più pesante da sopportare.

Ed è qui che nasce la domanda centrale. Se la dinamica dell’eruzione è conosciuta, molto meno lo è il destino delle popolazioni sopravvissute. Cosa successe a chi riuscì a scampare alla furia del vulcano? Quali effetti ebbe il disastro sulla presenza umana in quei territori? Interrogativi che per molto tempo non hanno avuto risposte soddisfacenti.

Lo studio che riscrive le conseguenze sulle popolazioni

A provare a colmare questo vuoto è una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances, condotta da studiosi delle università di Cambridge e di Lund. Il gruppo di lavoro si è concentrato in particolare sulle conseguenze demografiche dell’eruzione del supervulcano Kikai, cioè sugli effetti che l’evento ebbe sul numero e sulla distribuzione delle persone nelle aree colpite.

Un approccio di questo tipo sposta l’attenzione dal fenomeno geologico vero e proprio alle sue ricadute sulla vita delle comunità. Non si tratta più soltanto di capire quanto fu potente l’esplosione o quanta cenere venne prodotta, ma di ricostruire in che modo quella catastrofe incise sugli esseri umani che si trovavano nei dintorni. Un lavoro complesso, che richiede di mettere insieme indizi diversi per arrivare a un quadro credibile di quanto avvenne migliaia di anni fa.

Il risultato a cui sono giunti i ricercatori di Cambridge e Lund è piuttosto interessante. La ricostruzione mostra infatti una situazione molto più complessa di quanto si pensasse in precedenza riguardo all’impatto dell’eruzione di Kikai sulle popolazioni del Giappone e delle aree circostanti.

Fonte: TecnoAndroid

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