Vai al contenuto
Offerte

Malwarebytes avverte: candidature con l’IA espongono alle truffe

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Affidarsi all’intelligenza artificiale per spedire decine di candidature di lavoro in pochi minuti sembra una scorciatoia comoda, eppure gli esperti di Malwarebytes mettono in guardia proprio su questa abitudine. Inviare curriculum a caso, senza tenere traccia di dove ci si è proposti, rende infatti molto più difficile riconoscere una truffa online quando arriva il messaggio di un finto selezionatore.

Il discorso parte da lontano. Gli strumenti basati sull’IA presenti ormai sui nostri dispositivi permettono di svolgere in un attimo attività che prima richiedevano tempo e impegno. Da un lato è un vantaggio evidente perché si recuperano ore preziose da dedicare ad altro. Dall’altro però si rischia di perdere il controllo su ciò che si sta facendo, e nel caso della ricerca di un impiego questo dettaglio può costare caro.

La strategia “spara e prega” e le difese che si abbassano

Chi cerca lavoro lo sa bene, la frustrazione è spesso enorme. Si inviano domande su domande e quasi nessuno si prende la briga di dedicare un minimo di attenzione al profilo ricevuto. In un contesto simile, quando finalmente qualcuno risponde, sembra arrivato il momento tanto atteso. Ed è esattamente lì che il livello di guardia scende, perché l’entusiasmo prende il posto della prudenza e un falso recruiter appare credibile senza troppi sforzi.

Sempre più utenti sfruttano l’intelligenza artificiale per candidarsi seguendo il metodo noto come “spara e prega”, che consiste nel proporsi al maggior numero possibile di posizioni sperando che almeno una vada a buon fine. Il problema è che una pioggia di invii genera una vera e propria ansia da risposta e porta a prendere per buona qualsiasi proposta si presenti. Compresa quella di un malintenzionato che punta soltanto a sottrarre dati personali, informazioni sensibili, dettagli di pagamento e in alcuni casi anche denaro.

Come difendersi dalle candidature truffa

Proteggersi da questi raggiri può sembrare complicato, ma con qualche buona abitudine e seguendo i suggerimenti pubblicati da Malwarebytes diventa un’operazione semplice e immediata. Il primo consiglio riguarda l’organizzazione. Conviene tenere un registro delle candidature in cui annotare il datore di lavoro, la posizione, la data dell’invio e l’annuncio originale. Così, quando qualcuno si fa vivo, è possibile controllare subito se quel contatto ha davvero un senso.

Altrettanto importante è verificare in modo autonomo sia l’offerta sia il selezionatore. La strada giusta è cercare direttamente il sito ufficiale dell’azienda e utilizzare i recapiti pubblicati lì. Va tenuto presente che l’esistenza di un annuncio reale non dimostra affatto che la persona che scrive rappresenti davvero quell’impresa. Allo stesso modo un logo familiare non garantisce nulla, visto che i truffatori imitano società legittime e possono perfino usare i nomi di dipendenti reali per rendere più convincente l’inganno.

Esiste poi un segnale d’allarme molto chiaro. Non bisogna mai pagare per sbloccare presunti guadagni, perché la richiesta di versare una somma prima di poter incassare le commissioni promesse è tipica di una truffa. Prima di condividere informazioni riservate, installare un programma o accedere tramite un link di reclutamento serve fermarsi a riflettere e controllare sempre da dove arriva la richiesta, soprattutto quando giunge in modo inaspettato.

Sul fronte tecnico gli esperti raccomandano di attivare l’autenticazione a più fattori sugli account più importanti, così da ostacolare gli accessi non autorizzati anche nel caso in cui qualcuno riesca a rubare la password. L’ultimo suggerimento riguarda l’uso di una protezione antimalware sempre aggiornata, dotata di scansione in tempo reale, in grado di individuare e bloccare i download dannosi.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
194 Condivisioni