Un produttore cinese poco conosciuto, chiamato Step, ha fatto quello che aziende ben più celebri stanno ancora rincorrendo. Il primo smartphone basato sull’AI agentica non porta il marchio OpenAI, e nemmeno quello di qualche colosso della Silicon Valley. Si chiama STEPX Neo ed è stato mostrato nelle scorse ore, presentato come il primo telefono al mondo costruito attorno a una piattaforma di intelligenza artificiale capace di agire in autonomia. Un debutto che spariglia le carte, considerando quante realtà del settore stanno lavorando da mesi al proprio “AI Phone” senza ancora aver tirato fuori nulla di concreto.
Cosa sappiamo davvero di STEPX Neo
I dettagli, va detto subito, sono ancora pochissimi. Del dispositivo non si conosce la data di arrivo sul mercato, né il prezzo, e la scheda tecnica completa resta un mistero. Quello che emerge con chiarezza, però, è che Step non ha voluto presentarlo come un normale telefono con qualche funzione smart aggiunta sopra. L’idea di fondo è diversa. Al centro c’è un modello linguistico di grandi dimensioni integrato in modo nativo, appoggiato a un sistema operativo proprietario chiamato Step AOS.
La cosa interessante è proprio l’approccio. Non si parla di un assistente da richiamare quando serve, ma di un’intelligenza artificiale agentica che dovrebbe muoversi da sola, gestendo contenuti e strumenti al posto dell’utente. Un salto concettuale rispetto ai classici assistenti vocali a cui ormai siamo abituati. Se poi tutto questo funzionerà davvero come promesso è un altro discorso, perché per ora rimane sulla carta.
Il display sul retro e l’esperienza d’uso
L’elemento che salta subito all’occhio è il display secondario collocato sul retro del dispositivo. A guardarlo, ricorda parecchio certe soluzioni viste su prodotti Nothing, ma il paragone si ferma lì. Step non lo pensa come un semplice pannello per le notifiche o per due informazioni al volo. Nella visione del produttore diventa una parte fondamentale dell’intera esperienza d’uso, quasi un secondo punto d’accesso al telefono.
Secondo quanto mostrato, questo schermo posteriore permetterà di raggiungere più velocemente contenuti, informazioni e strumenti gestiti dall’intelligenza artificiale. In pratica l’utente dovrebbe poter interagire con le funzioni AI senza per forza girare il telefono o aprire l’app principale. Un’idea che sulla carta ha senso, soprattutto in ottica di un dispositivo pensato per far lavorare l’AI in autonomia.
Resta il fatto che STEPX Neo si presenta più come una dichiarazione d’intenti che come un prodotto pronto per gli scaffali. Manca praticamente tutto ciò che di solito interessa a chi compra uno smartphone, dalle specifiche al listino. Quello che conta, per adesso, è il segnale lanciato al mercato. Una startup cinese è riuscita ad arrivare per prima su un terreno che i grandi nomi dell’AI stanno ancora esplorando con cautela. E lo ha fatto puntando tutto su un concetto, quello dell’AI agentica, che nei prossimi mesi sentiremo nominare parecchio.
Il resto, dalle prestazioni reali all’effettiva disponibilità, dipenderà da quanto Step riuscirà a trasformare questa presentazione in qualcosa di tangibile. Perché tra mostrare un concept e mettere in vendita un telefono che funziona davvero c’è di mezzo un percorso lungo, e finora nessuno lo ha ancora completato con l’intelligenza artificiale agentica come protagonista.
