Spegnere o lasciare acceso l’aria condizionata quando si esce di casa per pochi minuti è uno di quei dubbi che tornano puntuali ogni estate. E la buona notizia è che ora una risposta c’è, anche se dipende parecchio da due fattori: quanto è isolata l’abitazione e che tipo di apparecchi si hanno in casa.
Fino a non molto tempo fa un impianto di climatizzazione era quasi un lusso, oggi invece è entrato nelle case di gran parte delle famiglie. Secondo uno studio condotto nel 2026 da Samsung Climate Solutions sul comfort domestico, tre famiglie spagnole su quattro hanno già un condizionatore. Ecco perché vale la pena capire bene come funziona.
La chiave sta negli apparecchi inverter
La risposta rapida è sì, conviene lasciare acceso il condizionatore se si esce solo per poco tempo. Ma con un asterisco importante: solo se gli apparecchi hanno la tecnologia Inverter.
Come spiega Carlos, esperto di Leroy Merlin, il motivo sta nel fatto che gli apparecchi Inverter lavorano in modo molto più efficiente rispetto a quelli tradizionali. Per non sprecare energia, questi “si occupano automaticamente di selezionare il consumo necessario in ogni momento, ottenendo un grande risparmio energetico”. E conviene di più mantenerlo acceso che riavviarlo dopo pochi minuti di differenza. Sulla stessa linea gli esperti di Mitsubishi Electric: “Il consumo elettrico di un condizionatore non è lineare”. E aggiungono che “una volta raggiunta la temperatura di comfort, il condizionatore riduce la sua potenza e mantiene l’ambiente fresco con una spesa molto minore”.
La regola dei cinque minuti
C’è però una precisazione da fare. Una cosa è uscire un attimo per una commissione veloce, un’altra è tenere il condizionatore acceso tutto il giorno senza essere in casa. Come spiegano da ExpertClima, “se scendi a buttare la spazzatura o esci per dieci minuti, può avere senso lasciarlo funzionare”. Su questo punto concorda anche l’esperto di Leroy Merlin: “se hai un condizionatore inverter, puoi lasciarlo acceso più a lungo senza che il consumo si impenni. Comunque, se non sarai in casa per diverse ore, resta consigliabile spegnerlo”.
Elizabeth Hewitt, docente ed esperta di pianificazione urbana all’Università di Stony Brook, spiega che spegnere il condizionatore “se ti assenti circa 15 minuti per andare al supermercato, non porta alcun beneficio”. E anche se a nessuno verrebbe in mente di lasciarlo acceso durante un’assenza lunga, Hewitt lo conferma: “se vai al lavoro per la tua giornata, diciamo otto ore, quasi sempre risparmierai più energia e denaro spegnendo gli apparecchi”.
Cosa succede di notte e il ruolo dell’isolamento
Carlos Llull, tecnico di climatizzazione, precisa che gli apparecchi moderni non lavorano al massimo durante la notte, quindi può essere interessante tenerli accesi per migliorare il riposo notturno. La realtà è che alla maggior parte di noi preoccupa la spesa in bolletta. Secondo lo studio di Samsung, “il 62% ammette di usare il condizionatore meno di quanto vorrebbe per il costo elettrico”. Qui vale la pena considerare la stima di Llull, che indica come “lasciare il condizionatore acceso otto ore di notte può costare intorno a un euro di elettricità”.
Ancora più importante del consumo è però l’isolamento della casa. Llull chiarisce che non basta valutare quanto consuma l’apparecchio, bisogna anche tenere presente che “il problema è quanto calore entra nell’abitazione”. Qui pesano diversi elementi, dalle persiane alle finestre, dai serramenti fino alle tende da sole, che possono abbassare fino a cinque gradi la temperatura interna. È qualcosa che in altri paesi europei, senza la nostra “cultura del caldo”, stanno vivendo sulla propria pelle.
Allo stesso modo, controllare la manutenzione degli apparecchi, pulire i filtri e usare temperature ragionevoli contribuisce a garantire una vita lunga e utile ai nostri alleati contro il caldo.