La svolta di Sony verso un futuro fatto solo di giochi digitali potrebbe nascondere una logica ben precisa, tutta legata al portafoglio. Secondo un’analisi condivisa in un lungo post su X da Daniel Ahmad, analista di mercato di Niko Partners, la decisione della casa giapponese sarebbe collegata alla necessità di affrontare il vero nodo della prossima generazione di console: il prezzo. E qui si parla di cifre che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate assurde.
Basti pensare che appena un anno fa quasi nessuno avrebbe preso sul serio l’idea di una PlayStation 6 con listino da 1.000 euro. Poi è arrivata la crisi dei chip a scombinare tutto, tanto da rendere questo scenario quasi inevitabile. Non è un problema solo di Sony, tra l’altro. Anche Project Helix non sarà da meno, anzi. Il risultato è che le aziende pronte a mettere sul mercato console così care stanno già studiando modi alternativi per guadagnare di più, anche vendendo meno unità rispetto a oggi.
Un modello di business che cambia pelle
Il ragionamento di Ahmad è piuttosto lineare. Una piattaforma così costosa spingerà meno persone a fare il salto generazionale, quindi l’obiettivo diventa spremere il più possibile quel pubblico disposto a passare subito alla nuova macchina. In fondo Sony lo ha già ammesso apertamente: non vuole più vendere hardware in perdita, o comunque non con perdite pesanti. Il che significa che qualcosa nella filosofia dell’azienda si sta muovendo parecchio.
Per generazioni ha funzionato sempre allo stesso modo. Vendere la console sottocosto all’inizio, allargare la base utenti e poi recuperare tutto negli anni successivi, grazie alle royalties sui giochi e ai costi di produzione che scendono col tempo. Con PlayStation 6 questo schema potrebbe saltare del tutto. La strategia si avvicina piuttosto a quella di Nintendo, che non si è mai potuta permettere di vendere in perdita, ma con un ingrediente in più: la libreria interamente digitale.
Controllo totale sui prezzi dei giochi
Ed è proprio qui che si gioca la partita più interessante. Passando al solo digitale, Sony incassa margini più alti su ogni copia venduta e, soprattutto, prende il controllo completo del prezzo di ciascun titolo. Il retail sparisce dall’equazione, la concorrenza tra negozi pure. Un modo elegante per tenere in mano tutte le leve.