Una piccola modifica passata quasi inosservata ha acceso le discussioni intorno a Steam Machine, la console da salotto firmata Valve. Dalla pagina ufficiale dello store è sparita la promessa del gaming in 4K a 60 fps con FSR, una formula che la compagnia aveva usato per presentare il dispositivo e che, col senno di poi, suonava forse un po’ troppo ottimistica rispetto a quello che la macchina riesce davvero a fare con i titoli più pesanti.
Al posto di quella dicitura adesso si legge qualcosa di più cauto. Niente più riferimento secco ai 60 fps, niente 4K dato per scontato. La nuova descrizione parla di gaming fino al 4K con FSR 4.1, una formulazione che mette le mani avanti e che evidentemente Valve considera più aderente alle reali capacità del prodotto.
Una descrizione più realistica
La differenza non è da poco. Quel “fino a” cambia completamente il tono del messaggio, perché ridimensiona le aspettative di chi pensava di portarsi a casa una macchina capace di macinare i giochi moderni in 4K a frame rate elevati. La sparizione dei 60 fps è il dettaglio che salta più all’occhio, visto che era proprio quel numero a creare l’idea di prestazioni di un certo livello.
Del resto i conti tornano. Steam Machine si è rivelata un PC da salotto estremamente compatto ma con muscoli da fascia entry level. Le analisi tecniche più approfondite l’hanno descritta come una soluzione ideale per giocare a 1080p, con la possibilità di spingersi sul 1440p a patto di accettare qualche compromesso nei titoli più impegnativi. Il 4K resta quindi un traguardo raggiungibile solo in certe condizioni, e l’FSR 4.1 diventa lo strumento chiave per avvicinarsi a quella risoluzione senza affossare le prestazioni.
Tanto interesse nonostante il prezzo
C’è poi il capitolo costi, che fin dall’inizio ha fatto storcere il naso a parecchi. Il prezzo di partenza è stato giudicato da molti fin troppo alto per una macchina con queste caratteristiche. Eppure, qualcosa nei numeri non quadra con le critiche, perché Steam Machine risulta esaurita in diversi territori. Segno che l’interesse verso la proposta da gaming da salotto della casa di Gabe Newell è tutt’altro che marginale, anzi.