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Stazione spaziale cinese: atomi a 10 trilionesimi di kelvin

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Sulla stazione spaziale cinese è stata raggiunta una temperatura record, la più bassa mai registrata a bordo dell’avamposto orbitale di Pechino. Un gruppo di atomi in orbita attorno alla Terra è arrivato a circa 10 trilionesimi di kelvin, un valore che sfiora lo zero assoluto. Il risultato è stato possibile grazie a un vantaggio che nessun laboratorio a terra può offrire davvero, cioè la quasi totale assenza degli effetti della gravità.

Per rendere l’idea di cosa significhi un numero del genere conviene partire dalla scala usata dai fisici. Il kelvin parte dallo zero assoluto, il limite teorico più basso, il punto in cui la materia dovrebbe essere praticamente immobile. Dieci trilionesimi di kelvin corrispondono a 0,00000000001 kelvin, una frazione talmente piccola da risultare quasi astratta. Siamo lontanissimi da qualsiasi freddo sperimentabile in natura sul nostro pianeta, anche nei luoghi più gelidi.

Perché la gravità conta così tanto

Il cuore della faccenda sta proprio nella gravità o, meglio, nella sua attenuazione. Sulla Terra qualunque esperimento con atomi raffreddati deve fare i conti con una forza che li tira costantemente verso il basso. In orbita questo problema si riduce in modo drastico, perché la microgravità rende gli effetti del peso molto più deboli. Ed è esattamente questa condizione che ha permesso agli scienziati di spingere il raffreddamento fino a un livello così estremo a bordo della stazione spaziale cinese.

Detto in parole semplici, un ambiente in cui la gravità pesa poco diventa un laboratorio ideale per chi lavora con temperature vicine allo zero assoluto. Gli atomi non vengono trascinati via e possono essere gestiti con maggiore libertà. Non si tratta di un dettaglio tecnico da addetti ai lavori ma della ragione stessa per cui il risultato è stato ottenuto lassù e non in un laboratorio terrestre.

Un traguardo per la fisica in orbita

Il primato raggiunto dalla Cina sulla propria stazione orbitale mostra quanto lo spazio possa diventare un luogo privilegiato per la ricerca di base. Avere a disposizione un ambiente stabile in orbita, con gli effetti della gravità mitigati, apre la strada a esperimenti che in condizioni normali sarebbero molto più complicati da realizzare. La temperatura raggiunta, circa 10 trilionesimi di kelvin, è il segnale concreto di questa possibilità.

C’è anche un aspetto più generale da tenere presente. Le stazioni spaziali vengono spesso associate all’osservazione della Terra o alla vita degli astronauti, ma una parte importante del loro valore sta proprio nella ricerca scientifica che si può portare avanti in condizioni impossibili da replicare altrove. Il freddo estremo ottenuto con questi atomi rientra perfettamente in questa categoria, perché dipende in modo diretto dall’ambiente orbitale.

Il dato centrale resta quello misurato. In orbita attorno alla Terra, a bordo della stazione spaziale cinese e con gli effetti della gravità attenuati, un insieme di atomi ha toccato circa 10 trilionesimi di kelvin, la temperatura più bassa mai creata sull’avamposto spaziale di Pechino.

Fonte: TecnoAndroid

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