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Starship, SpaceX proverà il doppio atterraggio sulla torre

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Con il prossimo volo SpaceX proverà a compiere un passo mai tentato prima, cioè riportare la navicella Starship direttamente sulla torre di lancio. Il programma prevede infatti di tentare l’atterraggio sia del primo sia del secondo stadio, una doppia manovra che rappresenta la prossima pietra miliare negli obiettivi dell’azienda. Non si tratta di un dettaglio tecnico qualsiasi ma di uno dei traguardi su cui il progetto punta da tempo, perché tocca il cuore stesso dell’idea di razzo riutilizzabile.

Fino a oggi il recupero del veicolo è rimasto un obiettivo da inseguire passo dopo passo. Il fatto che con la prossima missione si voglia provare a far rientrare entrambi gli stadi sulla stessa struttura da cui sono partiti dice molto sulla direzione presa dall’azienda. Il rientro sulla torre non è una scelta scenografica ma un modo per rendere più rapido il ciclo tra un lancio e l’altro.

Perché il recupero di Starship conta così tanto

Il concetto alla base è piuttosto semplice da spiegare anche a chi non mastica ingegneria aerospaziale. Un razzo tradizionale viene in gran parte perso dopo ogni missione, e questo significa costruire di nuovo componenti costosissimi ogni volta. Riuscire a recuperare la navicella e il suo vettore cambia completamente l’equazione, perché permette in teoria di rimettere in volo lo stesso mezzo dopo le necessarie verifiche. È proprio su questa logica che si regge l’intero progetto Starship.

Atterrare sulla torre, invece che su una piattaforma separata o in mare, aggiunge un livello di difficoltà notevole. Il veicolo deve tornare con estrema precisione nel punto esatto da cui è decollato, senza margini di errore significativi. Ecco perché la notizia che il tentativo riguarderà entrambi gli stadi, il primo e il secondo, rende il prossimo volo particolarmente atteso da chi segue da vicino le attività di SpaceX.

Primo e secondo stadio, una doppia sfida nello stesso volo

Provare a recuperare un solo stadio sarebbe già un risultato importante. Puntare a farli rientrare tutti e due nella stessa missione significa alzare di parecchio l’asticella. Il primo stadio è la parte che fornisce la spinta iniziale per staccarsi da terra, mentre il secondo è la vera e propria navicella che prosegue il viaggio. Ognuno ha un percorso di ritorno diverso e richiede manovre specifiche per arrivare sano e salvo alla torre di lancio.

Proprio questa combinazione trasforma il prossimo test in un momento chiave per l’intero programma. Se il recupero dovesse andare a buon fine anche solo in parte, l’azienda avrebbe in mano dati preziosi per affinare le operazioni successive. Il tentativo di atterraggio di entrambi gli stadi rappresenta quindi la naturale evoluzione di un percorso che SpaceX porta avanti da tempo con l’obiettivo dichiarato della riutilizzabilità completa.

Per la navicella si tratterà della prima volta in assoluto. Il rientro di Starship sulla struttura da cui parte non è mai stato tentato prima e costituisce la prossima tappa fissata dall’azienda nella sua tabella di marcia, con il prossimo volo indicato come l’occasione per provarci.

Fonte: TecnoAndroid

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