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Servirebbero circa 22 lanci di Starship per preparare il lander lunare di SpaceX a una missione completa verso la Luna. La NASA non possiede armi nucleari e non ha alcuna intenzione di procurarsele, eppure su questo dato specifico del programma Artemis ha sempre mantenuto una riservatezza degna dei codici di lancio. Il numero indica quanti voli occorrono per rifornire in orbita terrestre bassa una Starship destinata all’allunaggio, così che possa raggiungere la Luna, scendere sulla superficie e poi risalire in orbita lunare.
Negli anni quella cifra si è spostata di continuo e la linea ufficiale dell’agenzia è stata quasi sempre la stessa. Non c’è una certezza e quindi meglio non sbilanciarsi. Nel 2023 l’allora responsabile dello Human Landing System spiegava di avere un’idea generale ma di non voler dire con precisione quale fosse. Più avanti ha parlato di un valore compreso tra la parte alta delle cifre singole e la parte bassa delle doppie cifre, quindi una dozzina di voli circa. Già così sarebbe parecchio. SpaceX dovrebbe mandare in orbita una Starship con funzione di deposito e poi altre 11 navette cisterna per riempirla di ossigeno liquido e metano. Altri funzionari si erano spinti fino a una cifra poco sotto i venti. La speranza è sempre stata che l’azienda riuscisse ad aumentare in modo sensibile la capacità di carico del razzo, così da ridurre il numero di rifornimenti.
Adesso però tra alcuni dirigenti NASA cresce il timore che questo miglioramento non stia arrivando, o almeno non abbastanza in fretta da permettere a Starship di avere un ruolo concreto nel riportare esseri umani sulla Luna entro questo decennio.
Starship: la nuova stima del comitato per la sicurezza
Giovedì si è svolta la riunione trimestrale dell’Aerospace Safety Advisory Panel, l’organismo consultivo della NASA che si occupa di sicurezza. Durante l’incontro l’ex astronauta Charlie Precourt, membro del comitato, ha affrontato i rischi legati al programma Artemis e allo sbarco di astronauti sul suolo lunare. “Per quanto riguarda Artemis IV abbiamo un gran numero di prime volte che riducono le probabilità di successo della missione” ha dichiarato. “Dobbiamo tenere d’occhio i numerosi rifornimenti necessari per il lander. Credo che l’ultima stima sia di circa 22 voli.”
Precourt non ha nominato esplicitamente Starship, ma il riferimento non lascia molti dubbi. L’altro lander scelto dalla NASA per le missioni con equipaggio, il Blue Moon di Blue Origin, nella sua prima configurazione non prevede infatti il rifornimento in orbita. Con ogni probabilità il comitato ha ricavato quella cifra dai confronti con i funzionari dell’agenzia avvenuti durante le sue riunioni periodiche.
La replica di Elon Musk non si è fatta attendere. Quando la stima è circolata su X il fondatore di SpaceX ha risposto che il valore indicato dal comitato non è corretto. “È decisamente troppo alto” ha scritto. “Il numero reale sarà più vicino a 6 o 8.”
Tempi stretti e ostacoli da superare
Va detto che sia la NASA sia SpaceX devono fare i conti con molte incognite. Non è ancora chiaro quanto metano e ossigeno liquido criogenici evaporeranno in orbita né quanto sarà efficiente il trasferimento di propellente da una navetta all’altra. L’agenzia può comunque partire dalle prestazioni attuali del razzo e calcolare la massa di carburante necessaria per un allunaggio. Al momento la risposta sembra aggirarsi intorno alle due dozzine di lanci.
SpaceX sta lavorando sodo per aumentare la frequenza dei voli. Anche ipotizzando di arrivare a due lanci di Starship a settimana entro la fine del 2027, l’azienda impiegherebbe comunque circa tre mesi per riempire un deposito destinato a una missione lunare.
Precourt ha ammesso che per la NASA si tratta di un problema complesso e ha elogiato l’amministratore Jared Isaacman e la sua squadra per gli sforzi nel sostenere SpaceX e Blue Origin nello sviluppo dei rispettivi lander. “Sul fronte del calendario apprezzo molto l’attenzione che l’amministratore e la dirigenza stanno dedicando a come accelerare i tempi, mettendo a disposizione risorse per individuare i punti in cui ci sono ostacoli” ha spiegato. La NASA continua a puntare a un allunaggio con equipaggio nel 2028.
Fonte: TecnoAndroid


