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Stanotte il cielo si accende grazie alla cometa di Halley, anche se lei non si farà vedere. A raggiungere il picco è infatti lo sciame meteorico delle Orionidi, che porterà scie luminose ad attraversare la volta celeste nelle ore di buio. Si tratta di un appuntamento che ha qualcosa di curioso, perché il protagonista indiretto dello spettacolo resterà lontano dalla vista ancora per molti anni. La cometa più celebre di sempre non tornerà visibile fino al 2061, eppure trova comunque il modo di ricordare alla Terra la propria esistenza. Lo fa con una regolarità quasi da calendario, ogni anno a ottobre e a maggio.
Le Orionidi e l’eredità luminosa della cometa di Halley
Il fascino delle Orionidi sta proprio in questo legame con un oggetto celeste che per la maggior parte delle persone resta un nome sentito sui libri o nei racconti di chi ha avuto la fortuna di osservarlo. Le strisce brillanti che solcano il cielo in queste notti sono collegate direttamente alla cometa di Halley, come una sorta di traccia lasciata lungo il suo cammino. In pratica la cometa è assente ma il suo passaggio continua a farsi sentire, e lo fa in una forma decisamente spettacolare.
Il momento di massima attività dello sciame cade proprio stanotte ed è il periodo in cui le probabilità di intercettare qualche meteora sono più alte. Non serve conoscere l’astronomia per apprezzare quello che succede lassù. Basta alzare lo sguardo e lasciare che siano quelle linee di luce improvvise a raccontare la storia di un corpo celeste che viaggia lontanissimo da noi. È uno di quei fenomeni capaci di mettere d’accordo appassionati esperti e semplici curiosi, perché l’effetto è immediato e non richiede spiegazioni complicate per essere goduto.
Due appuntamenti l’anno in attesa del 2061
C’è poi un aspetto che rende questo spettacolo ancora più interessante. La cometa di Halley non si limita a un solo saluto annuale ma ne concede due, distribuiti in mesi diversi. Il primo arriva in ottobre, con le Orionidi che raggiungono il loro culmine proprio in queste ore. Il secondo si presenta in maggio, quando la Terra torna a incrociare ciò che la cometa si è lasciata alle spalle. Due occasioni distinte per osservare il cielo e ritrovare, in qualche modo, la stessa protagonista.
È un modo piuttosto elegante per tenere viva l’attenzione su un oggetto che altrimenti resterebbe nascosto per decenni. L’attesa per rivedere la cometa con i propri occhi è infatti lunga, e il ritorno nella parte di cielo osservabile dal nostro pianeta è fissato per il 2061. Fino ad allora le stelle cadenti di ottobre e di maggio rappresentano l’unico contatto visibile con questo celebre viaggiatore spaziale. Chi non vuole aspettare così a lungo può quindi accontentarsi, si fa per dire, delle sue scie luminose.
Per chi ama il cielo notturno, quella di stanotte è l’occasione giusta per assistere al picco dello sciame delle Orionidi e vedere le scie brillanti legate alla cometa di Halley attraversare il buio. Il prossimo saluto della cometa arriverà a maggio, mentre per ammirarla direttamente bisognerà attendere il 2061.
Fonte: TecnoAndroid


