Uno squalo che cammina ha appena fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo della scienza, e già si è guadagnato un soprannome affettuoso tra chi abita le acque dove vive. Si chiama squalo camminatore di Dudgeon, ed è la decima specie conosciuta in un genere che da sempre incuriosisce per un dettaglio davvero singolare: questi animali usano le pinne come fossero zampe, muovendosi sul fondale con un’andatura lenta e ondeggiante.
Un nuovo arrivato dopo oltre dieci anni
La cosa interessante è che questa specie rappresenta il primo nuovo membro del gruppo dal lontano 2013. Per chi segue da vicino il mondo della biologia marina, si tratta di un’attesa piuttosto lunga prima di poter aggiungere un nome alla lista. Gli squali camminatori non sono una novità assoluta, certo, ma ogni scoperta in questo ambito porta con sé un piccolo entusiasmo, perché parliamo di creature dall’aspetto particolare e dal comportamento tutt’altro che ordinario.
Il nome con cui è stato battezzato dai locali racconta già molto del suo carattere. Lo chiamano squalo pigro, proprio per via di quel modo di spostarsi senza alcuna fretta, come se il tempo per lui scorresse in maniera diversa. Non corre, non scatta, semplicemente si muove con calma sul fondo, usando le pinne in quel gesto che ricorda quasi una passeggiata.
Le pinne usate come zampe
Il tratto che rende questi animali così riconoscibili è la capacità di “camminare” appoggiandosi alle pinne. Non è un modo di dire poetico, è proprio quello che fanno. Lo squalo camminatore di Dudgeon appartiene a un genere che ha fatto della propria andatura una firma inconfondibile, e questo lo rende uno degli abitanti più curiosi degli ambienti in cui vive.
Con questa aggiunta, il gruppo arriva a contare dieci specie diverse. Ognuna porta con sé tratti che la rendono unica, ma tutte condividono quella caratteristica andatura che ha reso celebre l’intero genere. Trovare un nuovo esemplare dopo così tanto tempo conferma quanto ci sia ancora da scoprire negli ambienti marini, dove creature di piccole dimensioni e dall’aspetto tenero riescono a sfuggire allo sguardo per anni interi prima di essere finalmente descritte e catalogate.