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Ecco come si conclude lo scenario tra Spotify e ReVanced
La tensione nasce da una divergenza di visione. Spotify considera la patch una violazione delle proprie regole e dei propri diritti. Mentre ReVanced sostiene di aver operato senza oltrepassare i confini del lecito. A questo punto la questione si gioca su un piano più ampio: quello delle possibili conseguenze legali. Se Spotify dovesse insistere, ReVanced dovrà decidere se difendersi in tribunale o se rinunciare definitivamente alla patch. Per orientarsi, il team si è già rivolto a consulenti legali che stanno valutando i margini effettivi di una causa.
Per tale motivo, gli sviluppatori hanno preferito fare un passo indietro. Al tempo stesso, però, hanno tenuto a sottolineare come la decisione non implichi alcun riconoscimento di colpa. A loro avviso, non c’è stato nessun “furto di codice”, e i contenuti disponibili tramite la patch restavano comunque accessibili anche nella versione gratuita dell’app ufficiale.
Per il momento la vicenda resta sospesa in una sorta di limbo. La patch è stata rimossa, ma non si esclude che possa essere rielaborata in futuro in una forma diversa. Molto dipenderà dall’interpretazione legale della vicenda e dall’eventuale decisione di Spotify di non lasciar cadere la questione. Dunque, non resta che attendere e scoprire quale sarà la conclusione definitiva.










