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Il logo verde di Spotify è tornato dove tutti se lo aspettavano, sulle schermate degli smartphone di milioni di utenti, mettendo la parola fine a un esperimento grafico che aveva fatto storcere parecchi nasi.
Cosa era successo con la palla da discoteca
Nelle settimane precedenti la vicenda aveva preso una piega che pochi avrebbero immaginato. Spotify aveva deciso di sostituire temporaneamente (per festeggiare il 20esimo anniversario) il suo storico simbolo, quello con le tre onde sonore su sfondo verde acceso che ormai tutti riconoscono a colpo d’occhio, con un’icona dall’aspetto completamente diverso. Una specie di palla da discoteca, scelta che aveva immediatamente diviso il pubblico.
Le critiche non si erano fatte attendere. Gli utenti avevano espresso il loro disappunto in maniera piuttosto netta, tanto che la stessa azienda si era trovata costretta a uscire allo scoperto e a chiarire la situazione. La piattaforma aveva infatti precisato che il vecchio logo sarebbe tornato presto.
Il ritorno alla normalità
E così è stato. Il logo verde tradizionale ha ripreso il suo posto, chiudendo definitivamente il contestato esperimento grafico. Una scelta che racconta bene quanto certi simboli, ormai entrati nell’immaginario quotidiano di chi usa un servizio ogni giorno, abbiano un peso difficile da sottovalutare. Cambiare un’icona riconoscibile (anche se temporaneamente) come quella di Spotify non è mai una semplice questione estetica, perché tocca corde legate all’abitudine e all’identità visiva che gli utenti hanno costruito nel tempo.
L’icona a palla da discoteca è quindi finita in archivio. Il classico verde, con la sua immediatezza, è di nuovo lì sullo schermo, pronto a guidare verso playlist e ascolti come ha sempre fatto. Rendendo così felici i nostalgici di un logo che a tutti gli effetti rappresenta il simbolo che noi tutti conosciamo di una delle migliori, e più utilizzate, applicazioni di streaming musicale al mondo.











