Le playlist collaborative di Spotify stanno per diventare un po’ più chiacchierone, e la cosa farà piacere a chi le usa come spazio condiviso con amici, partner o colleghi di ufficio. Il colosso dello streaming ha deciso di aggiungere un livello social a queste raccolte, trasformandole in qualcosa che assomiglia più a una conversazione che a una semplice lista di brani. La parola d’ordine, stavolta, è interazione.
Nonostante i numeri da capogiro raggiunti in giro per il mondo, il team di sviluppo di Spotify non sembra avere intenzione di rallentare. Continua a limare, aggiungere, ritoccare. E le playlist collaborative, che già da tempo permettono a più persone di gestire insieme una stessa raccolta, ricevono ora un trattamento speciale. Sono quelle dove chiunque può aggiungere, togliere o riordinare le canzoni in tempo reale, un piccolo terreno comune dove i gusti musicali si mescolano.
Come funzionano le reazioni ai brani
La novità si chiama Reazioni ai brani ed è esattamente quello che il nome suggerisce. Dentro una playlist condivisa adesso compare un’opzione per reagire a ogni canzone usando le emoji. Un cuore rosso per il pezzo che ti ha conquistato, una fiamma per quello che spacca, un pollice su, un paio di cuffie. Basta toccare e scegliere.
Le reazioni appaiono in linea, proprio accanto al titolo del brano, così tutti i collaboratori possono vedere al volo cosa ne pensano gli altri. E qui arriva il tocco social vero e proprio. Quando qualcuno reagisce a una canzone, parte una notifica attraverso la messaggistica interna del servizio. Niente più dubbi sul fatto che quel brano aggiunto di nascosto sia piaciuto o meno al resto del gruppo.
Il team di Spotify ha però messo dei paletti chiari. Le reazioni restano visibili soltanto al proprietario della playlist e ai collaboratori, quindi nessun estraneo può ficcarci il naso. La funzione è riservata a chi ha compiuto 16 anni, sia con account gratuito sia Premium, e si attiva in automatico nelle playlist collaborative standard che contano meno di 10 editor.
Quando arriva la novità
C’è solo da avere un pizzico di pazienza. La funzionalità è in fase di distribuzione graduale, il che significa che potrebbero volerci alcune settimane prima che spunti sul telefono di tutti. Chi usa spesso le playlist collaborative potrebbe ritrovarsela attiva da un giorno all’altro, mentre altri dovranno aspettare ancora un po’.
L’idea di fondo è semplice ma azzeccata. Le playlist condivise hanno sempre avuto un’anima sociale, perché nascono dall’incontro di più persone e dei loro ascolti. Mancava però un modo immediato per commentare, per dire la propria su una scelta musicale senza dover aprire una chat a parte. Con le emoji questo passaggio diventa naturale, quasi istintivo. Una fiamma dice molto più di tante parole quando si tratta di musica.
Per Spotify si tratta dell’ennesimo ritocco pensato per tenere gli utenti incollati all’app, rendendo l’esperienza meno solitaria e più vicina a quella di un piccolo social network musicale. Le canzoni restano protagoniste, certo, ma adesso intorno a loro si crea un dialogo fatto di simboli e reazioni rapide. Un dettaglio che potrebbe cambiare il modo in cui certi gruppi di amici costruiscono insieme le loro colonne sonore preferite.