Nei Paesi Bassi si è aperto ufficialmente un fronte legale che potrebbe cambiare il modo in cui funziona il negozio digitale della console più venduta al mondo. Sony è finita al centro di una class action che l’accusa di aver costruito un vero e proprio monopolio attorno al PlayStation Store, e la prima udienza si è appena conclusa. A muovere le acque è l’associazione per la tutela dei consumatori Stichting Massaschade & Consument, che ha confermato l’avvio del procedimento davanti al Tribunale Distrettuale di Midden-Nederland.
Per ora siamo alle battute iniziali. Dopo questa fase preliminare, i giudici avranno alcuni mesi per decidere se la causa è ammissibile. Solo dopo quel passaggio si entrerà nel merito vero e proprio delle accuse rivolte al colosso giapponese. Insomma, i tempi rischiano di essere lunghi, ma la posta in gioco è tutt’altro che trascurabile.
Cosa rischia davvero Sony
Se il tribunale dovesse dare ragione all’associazione, le conseguenze per l’azienda sarebbero pesanti. Sony potrebbe essere obbligata ad aprire il proprio mercato digitale ad altri operatori, esattamente come è capitato di recente ad Apple. Il parallelo con la vicenda tra Apple e Unione Europea è quasi inevitabile, perché anche qui si parla di uno store accusato di posizione dominante e di una richiesta di apertura verso la concorrenza.
Non è la prima volta che l’azienda finisce in tribunale per questioni simili. Negli Stati Uniti una causa dello stesso tenore si è chiusa con un patteggiamento da 7,85 milioni di dollari, circa 7,3 milioni di euro. Al di là della cifra, però, il vero peso di quella vicenda è stato il precedente che ha creato, aprendo la strada ad altre contestazioni.
La cosiddetta Sony Tax
C’è poi un termine che sta girando parecchio attorno a questa storia, la cosiddetta Sony Tax. Si tratta della stima del sovrapprezzo che gli utenti olandesi avrebbero pagato acquistando giochi digitali sullo store della console. Secondo i calcoli dell’associazione, si parla di oltre 400 milioni di euro finiti nelle casse dell’azienda.
Il punto sollevato da chi porta avanti la causa non riguarda il successo commerciale in sé. “Il fatto che Sony abbia vinto la competizione nel mercato delle console non è di per sé qualcosa a cui ci opponiamo”, ha spiegato Lucia Melcherts, presidente di Stichting Massaschade & Consument. “Ciò che conta è che Sony utilizzi questa posizione dominante per escludere qualsiasi altro venditore.”
Il nodo, in sostanza, è la totale mancanza di alternative. “Un gioco digitale per PlayStation non può essere acquistato da nessuna parte al di fuori del PlayStation Store, quindi semplicemente non esiste alcuna pressione esterna sui prezzi”, ha aggiunto Melcherts. “Una volta che si entra nell’ecosistema digitale di Sony, si è alla mercé di qualsiasi prezzo e condizione che Sony decide di imporre, oggi e in futuro.”