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Sony Network Communications, rubati 2,5 milioni di dati clienti

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Una pesante violazione dei dati ha colpito Sony Network Communications, la società del gruppo Sony che in Giappone opera come fornitore di servizi internet. L’azienda ha confermato che circa 2,5 milioni di record con le informazioni personali di clienti attuali ed ex abbonati sono finiti nelle mani di qualcuno che non avrebbe dovuto averli. L’attacco risale al 19 ottobre ma è stato individuato solo quattro giorni dopo, quando i server compromessi sono stati spenti e ogni comunicazione verso l’esterno è stata bloccata.

La controllata di Sony Group Corporation si occupa di telecomunicazioni e servizi tecnologici, e proprio il database degli iscritti che sostiene il suo servizio di accesso a internet è stato violato da una terza parte non autorizzata. L’annuncio ufficiale è arrivato il 27 ottobre e le verifiche interne hanno quantificato con precisione la portata dell’incidente, ovvero 2.585.481 record esposti.

Quali dati sono stati sottratti e chi è coinvolto

Il pacchetto di informazioni trafugate è piuttosto corposo. Dentro ci sono nomi e cognomi, numeri di telefono, indirizzi, ID utente, date di nascita, genere e gli identificativi della connessione internet. Va detto però che non risultano esposti dati bancari, numeri di carte di pagamento o altri dettagli legati ai conti dei clienti, e questo almeno limita i danni più immediati.

C’è poi un capitolo a parte che riguarda le caselle di posta. Altri 54.401 indirizzi email appartenenti a diversi servizi sono stati esposti insieme alle relative password, e l’azienda ha invitato gli utenti interessati a cambiarle al più presto. Scomponendo il totale, la società parla di 2.141.986 voci legate al proprio servizio principale e di 443.495 record riconducibili a plala (S Course).

Quest’ultima parte tocca da vicino anche NTT Docomo, un altro provider che si affida proprio a Sony Network Communications per erogare i suoi servizi Docomo Hikari. Anche l’operatore ha avvisato la propria clientela e ha precisato che l’incidente coinvolge tutti gli attuali abbonati Hikari oltre a chi ha disdetto il contratto nei sei mesi precedenti. Nello stesso avviso Docomo ha messo in guardia contro email di phishing e siti fasulli che imitano il d POINT Club e una campagna legata a Universal Studios Japan. Questi messaggi sostengono falsamente che il destinatario abbia vinto qualcosa e lo spingono a inserire i propri dati personali per ritirare dei biglietti.

Un’ondata di attacchi che preoccupa il governo giapponese

Sony ha segnalato l’accaduto alla Commissione per la protezione delle informazioni personali del Giappone e sta ancora indagando su cause e dimensioni reali della falla. Al 27 ottobre nessuna delle due aziende aveva riscontrato un uso illecito dei dati esposti, almeno per ora.

Il caso però non è isolato. Dall’inizio dell’anno diversi attacchi informatici hanno preso di mira aziende e provider giapponesi di primo piano. Tra gli episodi più recenti c’è quello che ha coinvolto GMO Internet Group e il suo servizio Onamae Desktop Cloud, finito al centro di un’estesa infezione malware sui server dei clienti. Il colosso delle telecomunicazioni KDDI ha subito una violazione che ha interessato 12 milioni di utenti, mentre IDC Frontier è stata bersaglio di un ransomware.

Andando un po’ più indietro, già all’inizio del 2025 NTT era stata colpita da hacker che erano riusciti a entrare nei suoi sistemi e a rubare i dati di 18.000 clienti aziendali. Il ritmo con cui si stanno susseguendo questi episodi è considerato talmente fuori dal comune e minaccioso che lunedì il governo giapponese ha convocato riunioni urgenti per pianificare una risposta.

Fonte: TecnoAndroid

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