Il presunto addio ai giochi su disco deciso da Sony starebbe agitando le acque nel settore, e stavolta non per il tema in sé ma per il modo in cui la cosa sarebbe stata gestita. Stando alle indiscrezioni che circolano in questi giorni, la casa giapponese avrebbe preso la sua decisione senza consultare chi produce e distribuisce i videogiochi. Nessun tavolo di confronto, nessuna comunicazione preventiva. Un rumor che, se confermato, spiegherebbe parecchie tensioni dietro le quinte.
La questione ruota attorno al 2028, anno in cui Sony avrebbe intenzione di interrompere il supporto al formato fisico. Fino a poco tempo fa in molti davano per scontato che publisher e software house fossero già stati messi al corrente di questa direzione. La logica sembrava semplice. Se un colosso come Sony decide di archiviare i dischi, difficilmente lo farebbe senza avvisare chi ci lavora ogni giorno. Eppure le voci più recenti raccontano una storia diversa, e non proprio lusinghiera per l’azienda.
Il caso GTA 6 e il nodo del formato fisico
A far montare la discussione ci ha pensato l’arrivo nei negozi di Grand Theft Auto 6 senza disco. Un dettaglio che a prima vista poteva sembrare una scelta isolata, magari legata alle dimensioni enormi del gioco, ma che in realtà si intreccia perfettamente con la volontà di Sony di abbandonare il supporto fisico. Quando un titolo di quel calibro esce solo in formato digitale, il messaggio arriva forte e chiaro a tutto il mercato.
Il problema, secondo queste indiscrezioni, è che gli sviluppatori non sarebbero stati avvisati per tempo. E qui la faccenda si complica. Programmare la distribuzione di un videogioco, gestire scorte, accordi con i rivenditori e strategie di lancio richiede mesi di lavoro. Trovarsi davanti a un cambio di rotta così radicale senza preavviso significa dover riorganizzare tutto in fretta, con costi e complicazioni non da poco. Non stupisce che qualcuno, dietro le quinte, possa aver storto il naso.
Va detto che si tratta pur sempre di voci di corridoio, quindi la prudenza è d’obbligo. Sony non ha confermato nulla di ufficiale riguardo a queste presunte mancate comunicazioni, e il quadro potrebbe rivelarsi più sfumato di quanto le indiscrezioni lascino intendere. Certo è che il tema del formato digitale come standard unico sta diventando sempre più concreto, e ogni segnale in questa direzione viene osservato con attenzione da chi il settore lo vive dall’interno.
Il passaggio al tutto digitale non è una novità assoluta nel panorama videoludico. Da tempo le console offrono versioni prive di lettore ottico, e una fetta crescente di giocatori acquista ormai i titoli direttamente online. Quello che cambierebbe, con la mossa attribuita a Sony, è la definitività della scelta. Non più un’opzione tra le tante, ma una direzione precisa verso cui spingere l’intero ecosistema entro il 2028. E se davvero l’annuncio fosse arrivato senza un confronto preliminare con chi produce i giochi, il malumore che circola in queste ore avrebbe una spiegazione tutt’altro che campata in aria.