Il Regno Unito ha deciso di correre verso l’abbandono dei combustibili fossili, e lo fa puntando con decisione sul nucleare di nuova generazione. Non si parla di fusione, quella tecnologia che promette meraviglie ma che avrà bisogno ancora di parecchi anni prima di dare risultati concreti. Qui il discorso riguarda le centrali a fissione, versioni molto più sicure e flessibili rispetto al passato, capaci di adattarsi alle esigenze attuali della rete elettrica.
Il segnale più interessante arriva proprio da un luogo che racconta la vecchia storia energetica britannica. Un’ex centrale a carbone potrebbe trasformarsi in uno dei simboli più tangibili del cambio di rotta. Tutto ruota intorno a un progetto pensato per l’area di Cottam, nel Nottinghamshire, dove due colossi del settore hanno bussato alla porta del governo con una proposta piuttosto ambiziosa.
Il piano di Cottam e i mini reattori SMR-300
Holtec International ed EDF hanno presentato una proposta per installare fino a quattro piccoli reattori modulari del tipo SMR-300. Si tratta di quelli che vengono chiamati mini reattori, unità più compatte rispetto alle centrali tradizionali ma comunque in grado di fornire una potenza notevole. La capacità complessiva stimata si aggira intorno a 1,3 GW, un numero che dà bene l’idea di quanto possa pesare questo impianto nel panorama energetico del Paese.
C’è un dettaglio che rende il sito di Cottam particolarmente adatto a questa operazione. La zona ha alle spalle una lunga tradizione industriale legata alla produzione di elettricità, e questo significa che esistono già i collegamenti alla rete e buona parte delle infrastrutture necessarie. Un vantaggio che pesa parecchio, perché riconvertire un luogo che dispone di questi elementi risulta più semplice e meno costoso rispetto a costruire tutto da zero, partendo da un terreno vuoto.
La logica dietro la scelta è chiara. Prendere un’area che ha ospitato per decenni una centrale a carbone e darle nuova vita con una tecnologia pulita permette di sfruttare quello che c’è già, evitando sprechi di tempo e risorse. I terreni sono predisposti, le connessioni ci sono, il territorio conosce bene questo tipo di attività. Tutto ciò rende il progetto degli SMR qualcosa di concreto e non solo un annuncio sulla carta.
Il Regno Unito, insomma, sta mostrando di voler prendere sul serio la transizione, mettendo il nucleare al centro della propria strategia. La combinazione tra reattori modulari e siti industriali già esistenti sembra la via scelta per accelerare i tempi. E Cottam, con la sua storia legata al carbone, si candida a diventare uno dei primi banchi di prova di questo nuovo corso energetico britannico.