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Chiunque abbia passato una notte con la febbre alta conosce bene quella sensazione strana al risveglio, quando nella testa restano frammenti di immagini confuse e scene senza una logica precisa. Sono i cosiddetti sogni febbrili, un fenomeno che la scienza prova a spiegare e che nasconde un dettaglio piuttosto curioso. Quando si è malati i sogni non diventano soltanto più bizzarri del solito, ma tendono anche a riproporre temi ricorrenti sorprendentemente simili tra loro.
Il punto di partenza è un’esperienza che quasi tutti hanno vissuto almeno una volta. Ci si mette a letto con qualche linea di febbre, il corpo è stanco e il sonno arriva a fatica. Poi, nel cuore della notte, parte una sorta di film dove tutto sembra fuori posto. Non si tratta di un normale sogno un po’ stravagante, perché quando ci si ammala le visioni notturne possono diventare davvero più strane del solito. Ed è proprio questa differenza ad aver attirato l’attenzione di chi studia il sonno e il modo in cui la mente elabora ciò che accade mentre dormiamo.
Perché da malati i sogni diventano così bizzarri
La domanda è semplice solo in apparenza. Cosa succede di diverso quando a sognare è una persona con la febbre? Il legame tra malattia e attività onirica non è qualcosa di immediato da cogliere, perché il sogno resta per definizione un’esperienza privata, difficile da misurare e ancora più complicata da raccontare con precisione. Al risveglio i ricordi sfumano in fretta e spesso rimane soltanto la sensazione di aver attraversato qualcosa di intenso, magari angosciante, senza riuscire a ricostruire la trama nei dettagli.
Eppure chi ha provato questi sogni febbrili tende a descriverli in modo abbastanza riconoscibile. Non c’è la semplice stranezza tipica di molti sogni comuni, dove i luoghi si mescolano e le persone cambiano volto. C’è piuttosto un livello in più di confusione, come se la mente lavorasse con regole tutte sue. È questo carattere quasi esasperato a rendere l’argomento interessante per la ricerca sul sonno, che guarda a queste esperienze come a una finestra particolare sul funzionamento del cervello in condizioni fuori dall’ordinario.
Temi che tornano più spesso di quanto si immagini
L’aspetto forse più sorprendente riguarda proprio la ripetitività. Ci si aspetterebbe che ogni sogno fatto durante una malattia fosse unico, legato alla storia personale e alle preoccupazioni di chi lo vive. In parte è così, naturalmente, visto che ogni mente porta con sé il proprio bagaglio di ricordi ed emozioni. Però osservando questi racconti emerge un quadro diverso, con alcuni elementi che si presentano con una frequenza inattesa.
In altre parole, persone diverse che non si conoscono e che si ammalano in momenti diversi finiscono per raccontare esperienze oniriche che si somigliano. Un dettaglio che rende i sogni legati alla febbre qualcosa di più di una semplice curiosità da raccontare il giorno dopo, quando la temperatura è scesa e ci si sente finalmente meglio. Nei sogni febbrili esistono infatti alcuni temi sorprendentemente ricorrenti, che tornano a galla con una regolarità capace di stupire anche chi questi fenomeni li studia da vicino.
Fonte: TecnoAndroid








