L’idea che il mondo intero non sia altro che una simulazione torna a galla periodicamente, e stavolta arriva con una piega curiosa. Secondo un ragionamento filosofico, ci sono persone che dovrebbero prendere questa ipotesi più sul serio di altre. E tra queste, sorprendentemente, ci sarebbero proprio figure come Donald Trump ed Elon Musk.
L’argomento ruota attorno a una domanda tutt’altro che banale. Se vivessimo davvero dentro una realtà simulata, chi avrebbe più motivo di crederci? La risposta, secondo questo punto di vista, dipende da quanto la propria vita assomigli a qualcosa di troppo straordinario per essere vero.
Musk e Trump: perché alcune persone dovrebbero crederci di più
Il punto centrale è questo. Più una vita appare eccezionale, fuori scala, quasi scritta da qualcuno con un gusto particolare per il drammatico, più diventa lecito chiedersi se non ci sia qualcosa di artificiale dietro le quinte. Elon Musk e Donald Trump, ciascuno a modo suo, hanno percorso traiettorie che sfidano ogni statistica.
Uno ha costruito un impero che spazia dalle auto elettriche ai razzi spaziali, fino ai progetti sull’intelligenza artificiale. L’altro è passato dal mondo degli affari e della televisione alla guida degli Stati Uniti, con una storia personale piena di colpi di scena. Vite così, ammettiamolo, sembrano quasi sceneggiate.
E qui sta il nocciolo del ragionamento filosofico. Se davvero qualcuno stesse facendo girare una simulazione, è plausibile che i personaggi al centro della scena, quelli con i riflettori puntati addosso, siano i protagonisti scelti. In altre parole, chi vive un’esistenza statisticamente improbabile avrebbe più ragioni di sospettare di essere il fulcro di tutta la storia.
Un gioco mentale che fa riflettere
Va detto subito che non si tratta di una prova scientifica, ma di un esercizio di pensiero. La cosiddetta ipotesi della simulazione non è nuova nel dibattito filosofico, e da anni stuzzica menti curiose. L’idea che la nostra realtà possa essere un sofisticato programma informatico ha radici antiche, e ogni tanto qualche pensatore le dà una rinfrescata.
Il bello di questo ragionamento è che ribalta la prospettiva abituale. Di solito ci si chiede se tutti quanti viviamo in una simulazione. Qui invece la domanda diventa personale, quasi su misura. Se la propria vita assomiglia troppo a un romanzo, forse il romanzo lo è davvero.
Resta il fatto che né Elon Musk né Donald Trump hanno mai dato segno di voler abbracciare apertamente questa visione, almeno non in questi termini. Eppure, a giudicare da quanto le loro storie superino la fantasia, qualche domanda potrebbero anche farsela.