Samsung si prepara a vivere il suo anno d’oro grazie alla crisi dei chip di memoria, e i numeri che circolano sono di quelli che fanno girare la testa. L’azienda coreana, tra le maggiori produttrici al mondo di chip DRAM e NAND (quelli che finiscono dentro SSD, memory card e nelle interfacce UFS di smartphone e tablet), potrebbe incassare in un solo anno più di quanto ha guadagnato in oltre quarant’anni di produzione. A dirlo non sono solo gli analisti, ma anche alcuni dirigenti dell’azienda stessa.
Un fatturato mai visto prima
Il quadro emerge da quanto raccontato internamente. Kim Yong-kwan, responsabile della strategia aziendale della divisione Device Solutions di Samsung Electronics, durante un’assemblea con i dipendenti ha spiegato che i risultati dell’unità viaggiano perfettamente in linea con le attese del mercato. E queste attese non sono numeri piccoli, anzi. Si parla di circa 300.000 miliardi di won, che al cambio odierno corrispondono più o meno a 185 miliardi di euro. È stato lo stesso dirigente a mettere sul piatto il paragone con i quattro decenni precedenti della divisione, anche se una cifra tonda e precisa non l’ha voluta indicare.
La divisione semiconduttori di Samsung, insomma, sta cavalcando un momento davvero irripetibile. Quando si parla di un singolo anno che vale più della somma di tutto il passato, il messaggio è chiaro: qualcosa nel mercato si è mosso in modo profondo. E questo qualcosa è la scarsità di memoria, che ha fatto lievitare i prezzi ovunque.
Perché i prezzi sono schizzati verso l’alto
La crisi dei chip non arriva come un fulmine a ciel sereno, va detto. Basta dare un’occhiata ai listini dei principali produttori di elettronica di consumo per capire in che situazione particolare ci troviamo oggi. Praticamente tutto è aumentato in modo consistente, e non parliamo solo dei prodotti nuovi di zecca. Anche dispositivi che girano da quattro o cinque anni hanno visto salire il cartellino.
Pensiamo alle console, per fare l’esempio più lampante. PS5 e Xbox Series, ormai sul mercato da anni, in certi casi costano fino al 50% in più rispetto al giorno del lancio. Un fenomeno che va contro ogni logica del mercato tecnologico, dove di solito i prezzi scendono col passare del tempo. Qui invece succede l’esatto contrario, e la causa principale è proprio il costo delle memorie, che pesa su ogni singolo componente.
Per Samsung tutto questo si traduce in un ritorno economico senza precedenti. La produzione di chip DRAM e NAND, che l’azienda porta avanti da decenni, non era mai stata così redditizia. E il 2026 rischia di entrare negli archivi come l’anno in cui la divisione semiconduttori ha superato ogni record immaginabile, cambiando di fatto la scala con cui si misurano i guadagni del settore.
Tra i dispositivi che sfruttano queste tecnologie di memoria c’è anche Motorola Signature, tra i più eleganti in circolazione, oggi in offerta su eBay a 699 euro oppure su Amazon Marketplace a 804 euro.