I prezzi delle RAM stanno mettendo a dura prova le tasche di chi vorrebbe assemblare o aggiornare un PC, e non serve girarci intorno più di tanto. Il mercato ha preso una piega strana, tutta legata alla crescita rapidissima dei servizi di intelligenza artificiale, che hanno spostato l’attenzione dei produttori altrove. Il risultato è che i componenti pensati per il grande pubblico sono finiti in una posizione scomoda, per usare un eufemismo. I costi sono saliti parecchio e per ora non accennano a scendere, quindi non sorprende che qualcuno stia iniziando a cercare vie alternative.
E c’è chi la via alternativa l’ha presa davvero alla lettera. Anziché mettere mano al portafoglio per acquistare nuovi moduli, ha deciso di costruirsi la memoria partendo praticamente da zero, tirando fuori una tecnologia che sembra uscita da un museo dell’informatica. Non è un modo di dire, è proprio così.
La chiavetta USB che arriva dritta dall’era Apollo
Il protagonista di questa storia è il maker conosciuto come Polymatt, un appassionato che di progetti fuori dagli schemi ne ha già portati a termine diversi. Stavolta ha realizzato una chiavetta USB artigianale, costruita a mano, basata su un tipo di memoria che ha fatto la storia: la memoria a nuclei magnetici.
Per chi non avesse mai incrociato questo nome, vale la pena spiegarlo con parole semplici. Si parla della stessa famiglia di soluzioni che veniva impiegata nei computer di bordo delle missioni Apollo, quelli che guidavano le navicelle verso la Luna. Roba d’altri tempi, insomma, con tanto di piccoli anelli magnetici e fili intrecciati a mano. Affascinante da vedere, certo, ma nessuno si illuda: non c’è nulla di miracoloso in tutto questo.
L’obiettivo qui non è competere con le prestazioni delle memorie moderne, sarebbe assurdo anche solo pensarlo. Il senso del progetto sta piuttosto nel gusto della sfida, nel dimostrare che con pazienza e conoscenza si può ricreare da soli qualcosa che l’industria oggi vende a caro prezzo. Un esercizio di ingegno più che una soluzione pratica per l’utente medio, va detto.