Con il debutto di RAW 9 su iOS 27, Apple si prepara a cambiare il modo in cui gli iPhone gestiscono le fotografie in formato grezzo. Un aggiornamento che interessa da vicino chi con la fotografia ci lavora, perché il formato RAW conserva molte più informazioni rispetto ai classici file JPEG e lascia enorme libertà in fase di post produzione.
Il punto chiave sta tutto nel software. Perché la qualità finale di uno scatto in RAW non dipende solo dal sensore, ma soprattutto da come i dati vengono elaborati. Apple integra da anni una tecnologia pensata proprio per questo, mettendo i file a disposizione delle applicazioni attraverso Core Image. Nel tempo il sistema è stato ritoccato più volte, ma stavolta l’azienda parla del passo avanti più importante mai realizzato.
Machine learning al servizio degli scatti

La grande novità di RAW 9 è l’uso di modelli basati sul machine learning per spingere la qualità delle immagini oltre i limiti visti finora. E la cosa interessante è che non si tratta solo delle foto future. Secondo quanto mostrato da Apple, il motore può rielaborare anche gli scatti RAW già archiviati in passato, tirando fuori risultati migliori rispetto alle versioni precedenti del software. In pratica una vecchia fotografia può guadagnare qualità semplicemente passando dal nuovo sistema.
Dove il salto si nota di più è nella gestione del rumore digitale. Nelle situazioni più ostiche, quelle con poca luce per intenderci, i confronti diffusi da Apple mostrano differenze piuttosto nette. Le immagini lavorate con il nuovo motore appaiono più definite, con colori più fedeli e un controllo migliore sulle zone complicate dello scatto, quelle che di solito mandano in crisi qualsiasi algoritmo.
Elaborazione sul dispositivo e compatibilità estesa
Per arrivare a questo risultato Apple ha costruito un modello che unisce due operazioni in un unico passaggio, la ricostruzione dell’immagine e la riduzione del rumore. Tutto avviene direttamente sul dispositivo, sfruttando il Neural Engine presente nei chip dell’azienda. Nessuna dipendenza da risorse esterne quindi, con il vantaggio di tenere l’intero processo tra le mani dell’utente.
C’è poi il capitolo compatibilità, tutt’altro che secondario. Il sistema RAW di Apple supporta già centinaia di fotocamere diverse e con RAW 9 questa lista si allargherà ancora, aprendo nuove possibilità a sviluppatori, fotografi e applicazioni che ogni giorno mettono le mani su questo formato. Sarà curioso capire quanto peserà tutto questo sui nuovi iPhone 18, dispositivi su cui Apple punterà con decisione anche sul fronte fotografico.