La collaborazione tra Samsung e Sony Pictures ha regalato il primo vero sguardo ufficiale ai nuovi pieghevoli dell’azienda coreana, i tanto attesi Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Flip8. Un’operazione dichiaratamente promozionale, puro marketing insomma, che però offre l’occasione di osservare da vicino i due dispositivi prima del debutto ufficiale. Perché la presentazione vera arriverà tra una settimana esatta, durante l’evento Unpacked 2026 di Londra, dove verranno annunciati Galaxy Z Fold8, la sua variante Ultra e Galaxy Z Flip8.
Il tutto ruota attorno all’uscita ormai imminente nelle sale di Spider-Man: Brand New Day, il nuovo film targato Sony. Un incastro che, va detto, funziona più sul piano del richiamo mediatico che su quello dei contenuti. Ma tant’è, il gioco del product placement è questo e Samsung ci ha messo del suo con qualche trovata piuttosto ispirata.
I due pieghevoli protagonisti tra tecnologia e cinema
Mettendo da parte per un attimo la pellicola, quello che conta davvero è ciò che si vede nelle immagini diffuse. L’attore Jacob Batalon compare con in mano il Galaxy Z Fold8 Ultra, il modello dal form factor ormai familiare, quello che si apre come un libro. La novità sta sotto la scocca, o meglio nello schermo. Il dispositivo monta infatti la tecnologia Flex Titanium, annunciata proprio in questi giorni, che secondo l’azienda dovrebbe finalmente far sparire la piega centrale del display. Un dettaglio che i possessori di pieghevoli conoscono bene e che da sempre rappresenta uno dei crucci maggiori di questa categoria di prodotti. L’ingrandimento mostrato lascia intravedere una superficie decisamente più uniforme rispetto al passato.
Poi c’è il Galaxy Z Flip8, con il suo formato compatto e completamente diverso, quello a conchiglia che si chiude su se stesso. Qui la fantasia dei creativi ha preso una piega più scenografica. Nel materiale promozionale il dispositivo viene realizzato all’interno del laboratorio dell’Uomo Ragno, da quella che sembra a tutti gli effetti una stampante per dispositivi mobili. Difficile trovare qualcosa di più letterale quando si parla di far apparire un prodotto dentro una narrazione cinematografica.