Stripe vuole comprare PayPal e la cifra sul tavolo fa girare la testa. Circa 53,4 miliardi di dollari, poco meno di 50 miliardi di euro, per mettere le mani su una delle aziende che hanno praticamente inventato il modo in cui paghiamo online. L’offerta arriva insieme al fondo di investimenti Advent e, anche se manca ancora un annuncio ufficiale, tutte le principali testate finanziarie ne parlano. Difficile pensare a un abbaglio collettivo di queste dimensioni.
Un’offerta enorme, tutta in contanti
I numeri parlano chiaro. Sul piatto ci sono EUR 53 ad azione, che corrispondono a circa 56 euro, un valore superiore di quasi il 28% rispetto a quanto valevano i titoli della società prima che la notizia iniziasse a circolare. E il pagamento sarebbe interamente in contanti, il che rende l’operazione ancora più concreta e difficile da ignorare per chi siede nel consiglio di amministrazione.
L’indiscrezione, del resto, ha un suo perché. Stripe aveva già mostrato interesse verso la piattaforma nei mesi scorsi, e si era parlato di contatti preliminari tra le due parti, giusto per capire se ci fosse margine. Nulla di formalizzato, ma abbastanza da far pensare che il terreno fosse già stato sondato con una certa attenzione.
PayPal in un momento complicato
Il punto è che PayPal non se la passa benissimo. È stata una delle grandi pioniere dei pagamenti digitali, questo va detto, ma il settore oggi è tutta un’altra storia. La concorrenza è cresciuta parecchio, si è fatta più aggressiva, e le stesse previsioni interne della società per il 2026 non brillano per ottimismo. Un quadro che, tra le altre cose, rende un’azienda più esposta a manovre come quella messa in campo da Stripe.
C’è poi un dettaglio che vale la pena ricordare. PayPal è stata fondata, tra gli altri, anche da Elon Musk, e negli anni ha tentato più volte di reinventarsi. Cambi di rotta, nuove strategie, tentativi di stare al passo. Solo che la formula vincente, quella capace di rilanciarla davvero, finora non è arrivata. E gli analisti lo hanno notato, mantenendo un atteggiamento piuttosto prudente nei suoi confronti.
Proprio questo clima di cautela finisce per favorire operazioni di acquisizione e fusione come quella proposta ora. Un’azienda percepita come vulnerabile diventa più appetibile, e i tempi sembrano quelli giusti per chi ha le risorse per fare un’offerta così imponente. Advent, insieme a Stripe, evidentemente ci vede un’opportunità.
Ora la palla passa al consiglio di amministrazione di PayPal, che dovrà valutare se accettare, rilanciare o respingere la proposta. Considerando il premio offerto rispetto al valore di mercato e il fatto che si tratti di un pagamento in contanti, la decisione non sarà banale. Molto dipenderà da come i vertici leggono le prospettive future della società e da quanto siano convinti di poter fare meglio da soli, senza legarsi a un colosso in ascesa come Stripe.