La spia della pressione degli pneumatici che resta accesa sul cruscotto è una di quelle piccole seccature capaci di rovinare la giornata a chiunque guidi. Spesso il problema non è la gomma sgonfia, ma il sistema che va semplicemente resettato. E qui iniziano le complicazioni, perché ogni casa automobilistica fa storia a sé.
Piccolo passo indietro. Grazie al TREAD Act, diventato legge nel novembre del 2000, ogni veicolo venduto negli Stati Uniti deve montare un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (o TPMS) dal 2007 in poi. Una tecnologia che, senza esagerare, può salvare la vita, perché avvisa chi guida quando la pressione scende sotto la soglia consigliata. Curioso il fatto che la prima vettura a introdurla sia stata una supercar tedesca che all’inizio non era nemmeno omologata per le strade americane. Parliamo della Porsche 959, arrivata nel 1986, che ha spianato la strada a una tecnologia oggi data per scontata.
Due tipi di TPMS che pochi conoscono
La cosa che molti automobilisti ignorano è che esistono due versioni di questo sistema. C’è il TPMS indiretto e il TPMS diretto, e funzionano in modo davvero diverso. Il primo non misura mai per davvero l’aria dentro la gomma. Si appoggia agli stessi sensori di velocità delle ruote che fanno lavorare l’ABS, il sistema antibloccaggio. La Volkswagen Jetta, ad esempio, usa proprio questo metodo. Quando una gomma perde aria il suo diametro si riduce leggermente, quindi gira più veloce delle altre. Il computer di bordo nota questa differenza di velocità e capisce che una gomma è probabilmente sgonfia, accendendo la spia. Soluzione intelligente ed economica, certo, ma siccome stima la pressione invece di misurarla, di solito richiede una ricalibrazione ogni tanto, soprattutto dopo un intervento sulle gomme.
La Corvette invece adotta un TPMS diretto, che misura la pressione esattamente come suggerisce il nome. Dentro ogni ruota c’è un sensore alimentato a batteria che tiene sotto controllo la pressione dell’aria, e spesso anche la temperatura, trasmettendo i dati via wireless al computer dell’auto. Se la pressione cala sotto il livello consigliato scatta subito l’avviso sul quadro strumenti. Ogni sensore ha un suo identificativo unico, così la macchina sa esattamente quale gomma è in difficoltà. Più precisi, sì, ma sostituire o riprogrammare i sensori diventa più complicato e serve spesso attrezzatura specifica o le mani di un tecnico.
Ogni marchio fa a modo suo
Anche quando due auto montano lo stesso tipo di sistema, non è affatto detto che la procedura di reset sia identica. Il motivo è semplice, ogni costruttore sviluppa il proprio software, la propria interfaccia e il proprio processo di calibrazione. Alcune vetture hanno un tasto di reset TPMS dedicato, nascosto sotto il cruscotto o dentro il cassetto portaoggetti. Altre costringono a navigare tra menù dell’infotainment e impostazioni del quadro strumenti prima di poter ricalibrare tutto. Molti modelli recenti semplificano parecchio la vita, perché reimparano da soli le pressioni corrette una volta gonfiate le gomme ai valori giusti e percorsi alcuni chilometri. I sistemi più complessi, però, possono richiedere uno strumento di attivazione TPMS per dialogare con ciascun sensore, in particolare dopo la sostituzione dei sensori o il montaggio di gomme nuove.
Le normative federali impongono che i veicoli venduti negli Stati Uniti abbiano la spia TPMS, ma non dicono nulla su come i costruttori debbano progettarla e calibrarla. Questa libertà ha permesso a ciascuno di sviluppare hardware, software e procedure di reset diverse. Capita persino che una singola auto abbia più impostazioni al suo interno. Una moderna Porsche 911, per fare un esempio, ha regolazioni diverse per gomme estive e invernali, e dentro ognuna di queste il guidatore può scegliere tra pressione standard e assetto comfort. Il procedimento di reset è lo stesso, ma le pressioni corrette cambiano, il che aumenta la confusione.
La buona notizia è che resettare la spia della pressione non deve per forza essere un’impresa frustrante. Il punto chiave è capire che una procedura universale non esiste. Se la spia resta accesa anche dopo aver gonfiato le gomme, la cosa migliore è dare un’occhiata al libretto di uso e manutenzione, cercare l’opzione di reset nel menù dell’infotainment oppure chiedere al gommista o al concessionario. Bastano pochi minuti seguendo la procedura giusta per togliersi l’ansia di dosso e avere la certezza che il TPMS sarà pronto ad avvisare quando una gomma perderà davvero pressione.