Bastano quattro mesi, ed è già cambiato tutto. Samsung ha deciso di declassare il Galaxy A37 agli aggiornamenti di sicurezza trimestrali, abbandonando la cadenza mensile per passare a una patch ogni tre mesi. Il telefono è arrivato sul mercato a fine marzo 2026, e già si ritrova a ricevere gli aggiornamenti con la stessa frequenza riservata a dispositivi ben più anziani. Una scelta che, diciamocelo, lascia parecchio perplessi.
Un nuovo smartphone trattato come uno vecchio
Il paradosso è servito. A fine luglio 2026, il Galaxy A37 non aveva ancora ricevuto la patch di luglio, mentre Samsung l’aveva già distribuita su modelli più datati come il Galaxy A33. Tradotto in parole semplici, chi ha speso soldi per uno smartphone appena uscito si ritrova con aggiornamenti di sicurezza meno frequenti rispetto a chi possiede un telefono della generazione precedente. Almeno per ora, la situazione è questa.
C’è da capirsi su un punto che spesso genera confusione. Samsung ha confermato che il Galaxy A37 riceverà sei anni di aggiornamenti di sicurezza e ben sei versioni di Android. Il supporto a lungo termine, quindi, non è affatto in discussione. Il problema è un altro, e riguarda la frequenza. Perché dire “sei anni di aggiornamenti” non spiega assolutamente nulla su quanto spesso questi arrivino effettivamente sul dispositivo. E passare al ritmo trimestrale dopo appena quattro mesi dal lancio resta una decisione quantomeno anomala.
Una macchia sulla reputazione di Samsung
Va detto con onestà che, per la maggior parte delle persone, nel quadro generale cambierà poco o niente. Un utente medio difficilmente noterà la differenza tra una patch mensile e una trimestrale nell’uso di tutti i giorni. Eppure resta una piccola crepa nell’immagine dell’azienda, soprattutto considerando che sul fronte degli aggiornamenti software Samsung è seconda soltanto a Google. E lo fa con molti, ma davvero molti più dispositivi da tenere sotto controllo. Non è un dettaglio da poco.
La speranza, guardando avanti, è che si tratti di una fase temporanea. Magari tra qualche mese ci ritroveremo a segnalare un ritorno alla cadenza mensile per il Galaxy A37, un passo indietro rispetto a questa scelta. Del resto, chi acquista uno smartphone nuovo si aspetta ragionevolmente un trattamento di prima fascia, non certo di ritrovarsi indietro rispetto a modelli usciti diversi anni prima. La cronologia degli aggiornamenti fin qui racconta però una storia diversa, e il declassamento arrivato così presto pesa sull’esperienza di chi ha creduto in questo dispositivo di fascia media.









